La Direzione Generale della Salute Animale conferma il rischio di introduzione e detta misure preventive per scongiurare che la PPR entri in Italia. Vista l'evoluzione epidemiologica in Europa e date le caratteristiche del virus -la sua scarsa resistenza nell’ambiente esterno e lo scarso ruolo dei fomites nella trasmissione dell’infezione, soprattutto a lunga distanza- "è possibile ritenere l’ingresso di animali infetti quale principale via di introduzione dell’infezione in Italia".
La Direzione Generale della Salute Animale ha diffuso una circolare ai Servizi Veterinari, corredata da un dossier tecnico che analizza il rischio di introduzione della malattia in Italia e le possibili misure preventive. L'analisi diffusa oggi è stata richiesta dal direttore generale Giovanni Filippini al Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche degli animali (Cesme) e al Centro di Referenza Nazionale per l'Epidemiologia Veterinaria (Covepi).
Destinazione: mattatoi nazionali- Dall’analisi delle introduzioni di ovi-caprini dall’estero negli anni 2024 e 2025, risulta evidente come la stragrande maggioranza degli animali abbia come destino i mattatoi nazionali. Tra i Paesi nei quali sono stati segnalati focolai di PPR, l’Ungheria e la Romania figurano tra quelli dai quali sono stati introdotti capi in Italia nel periodo considerato a rischio. Pertanto, gli stabilimenti di macellazione che introducono animali originari da questi paesi sono degli osservatori epidemiologici essenziali, nei quali risulta determinante porre in atto tutte le misure di prevenzione necessarie ad evidenziare e prontamente neutralizzare qualsiasi rischio di introduzione della malattia.
Visite ante mortem- "A tal fine - si legge nella circolare- risulta indispensabile che siano svolte accurate verifiche durante le visite ante mortem allo scopo di evidenziare qualsiasi sintomo clinico potenzialmente ascrivibile alla PPR e/o una mortalità anomala in tutte le partite con capi originari da paesi infetti. Medesime verifiche dovrebbero essere svolte sulle partite introdotte da vita in allevamenti italiani e recanti capi originari da paesi infetti da PPR".
Sequestro- "Nei casi in cui fosse rilevata sintomatologia sospetta o una mortalità anomala nella partita introdotta, la partita stessa dovrebbe essere posta sotto sequestro, unitamente ai mezzi di trasporto con i quali gli animali sono giunti. Da tutti i capi con sintomatologia clinica e da un campione di quelli della stessa partita dovrebbero essere prelevati campioni di tamponi nasali e di sangue in EDTA per gli esami di determinazione del genoma virale, da inviare al CESME. In caso di animali morti, dovranno essere prelevati campioni di organi interni, quali polmone, linfonodi mediastinici e/o meseraici da conferire al CESME".
L’elevata contagiosità, la rapidità di diffusione e la severità clinica rendono la PPR (Peste dei Piccoli Ruminanti) una minaccia prioritaria, che richiede un approccio integrato di prevenzione, sorveglianza precoce e risposta rapida per limitarne l’impatto complessivo.