Il rafforzamento delle competenze, a partire da quelle veterinarie, è una leva decisiva per la competitività e la sostenibilità del sistema agroalimentare nazionale.
La carenza di professionisti qualificati, in particolare veterinari, emerge come uno dei principali fattori critici per il futuro della filiera agroalimentare italiana. Il tema è emerso durante la Giornata Nazionale del Made in Italy, celebrata quest'anno dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
Urge investire su competenze chiave- Nel corso dell’evento, dal titolo “Dalla consapevolezza al saper fare: le competenze delle filiere Amadori”, è stato evidenziato il crescente mismatch tra domanda e offerta di lavoro specializzato, una criticità che coinvolge direttamente anche la professione veterinaria, sempre più strategica lungo tutta la catena produttiva. “L’Italia ha inventato il food, eppure tecnologi alimentari, veterinari ed esperti di sostenibilità scarseggiano”, ha dichiarato Gianluca Giovannetti, direttore generale corporate del gruppo, richiamando l’urgenza di investire su competenze chiave per garantire qualità, sicurezza e innovazione.
Dal lato istituzionale, Federico Eichberg, capo di gabinetto del Mimit, ha sottolineato i segnali positivi sul fronte della formazione, evidenziando la necessità di “ispirare i giovani affinché si dedichino al Made in Italy”. Tra gli strumenti citati, il ruolo crescente degli Istituti Tecnici Superiori e le opportunità introdotte dal recente disegno di legge sulle PMI, che prevede forme agevolate per i contratti di sviluppo.
Il confronto ha ribadito come il rafforzamento delle competenze – a partire da quelle veterinarie – rappresenti una leva decisiva per sostenere la competitività e la sostenibilità del sistema agroalimentare nazionale.