In una camera climatica controllata i ricercatori di EPFL (École Polytechnique Fédérale de Lausanne) hanno indagato la qualità dell'aria domestica in presenza di cani. Accompagnati dai loro padroni, due gruppi di cani, tre di taglia grande e quattro di taglia piccola, hanno trascorso del tempo in questa stanza, arredata come un normale soggiorno. “La parte più complicata è stata ottenere tutti i permessi necessari e rispettare gli standard etici richiesti per la permanenza dei cani in questo spazio per 24 ore”, spiega Dusan Licina, professore presso il laboratorio Hobel, responsabile dello studio.
Stessa CO2, più ammoniaca- In termini assoluti, i cani emettono la stessa quantità di anidride carbonica di noi esseri umani. Diverso il discorso quando parliamo di rilascio di ammoniaca, prodotta dalle persone durante la digestione delle proteine: gli scienziati hanno osservato che a parità di respirazione, i cani ne rilasciano in quantità significativamente maggiori. “Questa differenza è probabilmente dovuta al maggiore contenuto proteico della loro alimentazione, al loro metabolismo specifico e al loro ritmo respiratorio rapido, utilizzato in particolare per regolare la temperatura corporea”, osserva Dusan Licina. Sull’arco di un’intera giornata, le emissioni totali di ammoniaca rimangono comunque comparabili a quelle di noi esseri umani.
Nel pelo dei cani, un mondo di particelle- I risultati più interessanti emersi dallo studio riguardano la quantità di particelle relativamente grandi che i cani portano nelle nostre case: polvere, polline, resti vegetali e persino microbi sono alcuni dei materiali biologici che finiscono tra le mura domestiche. Muovendosi, grattandosi o semplicemente venendo accarezzati, i cani fanno registrare delle vere “esplosioni” di inquinamento indoor. “Questa maggiore diversità microbica non è necessariamente una cattiva notizia”, chiarisce il professore. Alcuni studi suggeriscono che un’esposizione più varia ai microbi, in particolare nei bambini, potrebbe influenzare lo sviluppo del sistema immunitario. Tuttavia, gli effetti precisi sulla salute umana sono ancora poco compresi e possono variare da individuo a individuo.
Arieggiare- Lo studio rappresenta un ulteriore tassello nell’individuazione delle fonti di inquinamento dell’aria indoor e potrà contribuire a definire strategie più efficaci per migliorare la qualità degli spazi di vita. La raccomandazione principale rimane invariata: garantire un ricambio d’aria costante, arieggiando con regolarità i locali.