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APICOLTURA

Sistema I&R, Unaapi chiede di sospenderlo

Sistema I&R, Unaapi chiede di sospenderlo
Unaapi chiede di sospendere l'applicazione del sistema di identificazione e di registrazione al settore dell'apicoltura. Precedure complicate, impossibili i controlli Veterinari.

L'Unione nazionale delle associazioni degli Apicoltori (Unaapi) ha chiesto al Sottosegretario con delega alla Veterinaria Marcello Gemmato di sollevare il settore dall'applicazione delle nuove norme di identificazione e registrazione in vigore dal 15 giugno scorso. Il Manuale I&R, adottato in attuazione del Decreto legislativo 134/2022 pone criticità e difficoltà a carico degli operatori del settore, sostiene Unaapi.

Sbagliato far coincidere i concetti di allevamento e apiario- Rispetto all'anagrafe apistica nazionale- che teneva conto delle peculiarità dell’allevamento delle api- il nuovo sistema non considera più che il settore non è legato a strutture fisse e univoche, come invece accade per le altre attività zootecniche, ad esempio con le stalle. Le nuove procedure operative implicano "un salto indietro di più di dieci anni"- afferma il Presidente degli apicoltori Giuseppe Cefalo.
E' stato modificato il concetto di “allevamento” per l’apicoltura, identificando quest'ultimo con il singolo apiario." Questo comporta che ogni apicoltore si ritrova ad avere la sua unica attività frazionata in una moltitudine di allevamenti (il numero di apiari gestiti da un apicoltore professionista può essere rilevante), con conseguente e rilevante aggravio delle procedure burocratiche le quali, a questo punto, richiedono la continua segnalazione in anagrafe degli spostamenti di materiale vivo tra apiari, che l’apicoltore compie nella normale e quotidiana gestione del proprio allevamento".
Inoltre, Unaapi lamenta "forti difficoltà per la gestione delle procedure con conseguente loro elusione, impossibilità reale di eseguire controlli da parte dei servizi veterinari sull’applicazione di queste norme".

Ripercussioni commerciali- Si tratta di previsioni non imposte dalla normativa comunitaria e secondo Unaapi non adottate in altri Stati Membri. L'apicoltura italiana ne risulterebbe ulterioriemente svantaggiata sul mercato europeo, dopo essere già colpita dal cambiamento climato e dalla concorrenza del "miele d'importazioen di scarsa qualità".

La richiesta al Sottosegretario è di "trovare insieme una soluzione praticabile che tenga pienamente conto di esigenze e peculiarità del settore".