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haccpcarteCon la semplificazione dei controlli sulle imprese si profila il rischio che le aziende dotate di certificazioni di qualità siano esentate dai controlli sulla sicurezza alimentare. Pressioni sul Senato per non compromettere le garanzie sulla sicurezza degli alimenti.

E' l'articolo 14 (Semplificazione dei controlli sulle imprese) del Decreto semplificazioni a prevedere di tutelare l'interesse pubblico "evitando duplicazioni e sovrapposizioni", in modo da "recare il minore intralcio al normale esercizio delle attività dell'impresa, definendo la frequenza e tenendo conto dell'esito delle verifiche e delle ispezioni già effettuate".

E così alla lettera f) del Dl si parla di "razionalizzazione, anche mediante riduzione o eliminazione di controlli sulle imprese, tenendo conto del possesso di certificazione del sistema di gestione per la qualità ISO, o altra appropriata certificazione emessa, a fronte di norme armonizzate, da un organismo di certificazione accreditato da un ente di accreditamento designato da uno Stato membro dell'Unione europea ai sensi del Regolamento 2008/765/CE, o firmatario degli Accordi internazionali di mutuo riconoscimento (IAF MLA)".

Sono esclusi dalle semplificazioni solo i controlli in materia di sicurezza sul lavoro.

Domani il Senato riprenderà l'esame dl Decreto-legge in materia di semplificazione e sviluppo (ddl 3194), avendo già ricevuto sollecitazioni da SITI e SIMEVEP che segnalavano come vengano "di fatto escluse dai controlli dei competenti servizi degli oltre 150 Dipartimenti di Prevenzione delle AUSL quelle imprese che operano nel comparto agricoloalimentare e zootecnico in possesso della certificazione del sistema della gestione della qualità ISO o altra appropriata certificazione". Le stesse sigle avevano interessato gli uffici del Ministero della Salute (Direzione Generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e della nutrizione) affinchè "non venissero esclusi i controlli assai importanti ed efficaci in materia di igiene degli alimenti e della sicurezza alimentare, avendone avuto confortevoli assicurazioni".

Il Decreto rimanda a successivi decreti attuativi a cura del Ministero della Pubblica Amministrazione e del Ministero dello Sviluppo Economico (di concerto con i MInisteri interessati per materia), ispirati a criteri di : proporzionalità dei controlli e dei connessi adempimenti amministrativi al rischio inerente all'attività controllata, nonché alle esigenze di tutela degli interessi pubblici; eliminazione di attività di controllo non necessarie rispetto alla tutela degli interessi pubblici; c) coordinamento e programmazione dei controlli da parte delle amministrazioni in modo da assicurare la tutela dell'interesse pubblico evitando duplicazioni e sovrapposizioni e da recare il minore intralcio al normale esercizio delle attività dell'impresa, definendo la frequenza e tenendo conto dell'esito delle verifiche e delle ispezioni già effettuate;collaborazione con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità.
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