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pig headSull'ossido di zinco da somministrare per via orale ad animali produttori di alimenti, l'ANMVI ha inoltrato una nota al Ministero della Salute.
Per il Comitato Veterinario Europeo "il bilancio beneficio-rischio dei prodotti contenenti ossido di zinco, da somministrare per via orale in animali produttori di alimenti, è negativo". Inoltre, vi è un rischio di co-selezione di resistenza associata con l'uso di ossido di zinco, sebbene al momento non sia quantificabile. Nell'ambito di un confronto avviato dalla Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari sulla questione, l'ANMVI ha inoltrato alcune osservazioni, con la collaborazione di Colleghi SIVAR del settore suinicolo.

La nota prende atto di una  nota ministeriale del febbraio scorso e dei pareri già espressi dagli organismi consultivi nei riguardi della somministrazione dei prodotti a base di Zn ossido, soprattutto nell’allevamento del suino come trattamento della enterite post svezzamento da E. Coli. ANMVI "condivide le preoccupazioni per l’azione di co-selezione esercitata da tali prodotti sulle popolazioni batteriche responsabili di resistenza a importanti classi di antimicrobici".

L'Associazione, nella sua nota firmata dal Vicepresidente Marco Colombo, rileva che " medici veterinari che operano nel settore suinicolo hanno ben presente le osservazioni espresse nella nota ministeriale e già si adoperano per attuare misure e trattamenti alternativi alla somministrazione di ossido di zinco". Ciò si realizza in particolare attraverso l’impiego di presidi vaccinali, acidificanti, probiotici, prebiotici, predisposizione di diete complesse a base di alimenti di elevata qualità (a ridotto valore proteico e di lattosio, maggior contenuto di fibra fermentescibile ed additivazione specifica) per migliorare l’ingestione post svezzamento e la digeribilità dei mangimi stessi. E inoltre con la implementazione delle misure di sanificazione delle condutture idriche e dell’acqua di bevanda e l'implementazione della igiene e delle procedure di disinfezione e della biosicurezza degli allevamenti.

ANMVI "è altresì cosciente che la risposta al bando dello Zn ossido potrebbe comportare un aumento del consumo di molecole antibiotiche per le patologie enteriche, soprattutto nel breve periodo, mentre le misure di prevenzione e gestionali adeguate al contenimento del problema, che non sempre sono di immediata efficacia, si potranno affermare nel medio lungo periodo solamente attraverso la consulenza di veterinari professionisti".

L'occasione del confronto consente di " rimarcare - conclude la nota- che laddove esiste un rapporto consolidato e fiduciario tra allevatore e medico veterinario aziendale, sarà possibile avere risultati efficienti in tempi più rapidi, limitando nel contempo il consumo di antimicrobici".


Commissione UE verso lo stop ai farmaci con ZnO