Nel resoconto dell'Unità di Crisi Centrale (UCC), la ricostruzione e l'analisi del caso di Lyssavirus in un cane introdotto dal Marocco in Italia, nel comune di Vittorio Veneto.
Dopo la conferma della positività per rabbia, il Ministero della Salute ha convocato d'urgenza l'Unità di Crisi Centrale. Nel report della riunione, in data 28 maggio, è stata la ULSS 2 Marca Trevigiana a ricostruire il caso del cane introdotto irregolarmente dal Marocco, a dicembre del 2025, da una proprietaria residente in Vittorio Veneto (Treviso). L'Unità di Crisi ha approfondito il caso, valutato le indagini epidemiologiche e discusso le conseguenti misure -di sorveglianza, prevenzione e controllo- che, il giorno seguente, sono state adottate con ordinanza sindacale.
Ricostruita la movimentazione del cane- Il cane è stato introdotto nell'Unione Europea dal Marocco, attraverso la Spagna. Durante il transito in Spagna il cane è stato vaccinato da un Veterinario con registrazione delle profilassi sul libretto sanitario. Ma non contro la rabbia. Il cane ha quindi raggiunto l’Italia al seguito della proprietaria che viaggiava con proprio automezzo. Il cane è stato microchippato in Italia. La Regione Veneto ha aperto una notifica all’interno di
Pet Animal Network per entrare in collegamento con le autorità spagnole.
La comparsa dei sintomi - E' stata la proprietaria a rivolgersi a una clinica veterinaria vittoriese alla comparsa dei sintomi neurologici nel cane che mostrava anche inappetenza. I sintomi sono iniziati il 25 maggio scorso. Alla visita, il cane aveva già morso ripetutamente la proprietaria. Contattato per la gestione dei campioni dal Veterinario curante, l’IZSVe (Centro di Referenza Nazionale per la Rabbia) ha acquisito informazioni sui trattamenti effettuati: l’animale era stato sedato. Le analisi hanno confermato la positività alla rabbia. Il cane è stato sottoposto a eutanasia nella clinica veterinaria, sia per fini diagnostici e sia in considerazione della sua introduzione illegale, unitamente ad altre incongruità rilevate all’indagine epidemiologica. La carcassa è stata inoltrata all'IZS delle Venezie per le analisi.
Contatti con altri 3 cani- Pur risultando fin dall'inizio limitati, i contatti con altri animali hanno richiesto approfondimenti. Il cane infetto viveva esclusivamente con la proprietaria senza contatti con altri animali, ad eccezione di un incontro presso un educatore cinofilo con altri cani. Almeno tre i cani coinvolti. Secondo quanto dichiarato dalla proprietaria, non ci sono stati spostamenti al di fuori del territorio di Vittorio Veneto.
Gestione dei sospetti- La decisione sui contatti stretti del cane rabido compete alla autorità competente locale. Due le opzioni: il sequestro sanitario (non fiduciario) per almeno sei mesi, oppure l’eutanasia, da valutare anche con i proprietari e in base ad ulteriori esiti istruttori, tenendo conto che l'opzione del sequestro richiede strutture idonee alla gestione in sicurezza.
Vaccinazione obbligatoria dei cani e gatti del territorio. L’eventuale vaccinazione obbligatoria viene valutata in base a criteri di fattibilità e agli interessi coinvolti. Nel caso in questione, l'Unità di Crisi ha considerato una delimitazione territoriale dell’intervento di profilassi al solo Comune di Vittorio Veneto, sulla base dell'effettiva assenza di ulteriori spostamenti dell’animale nel periodo a rischio. Lla vaccinazione obbligatoria per cani e gatti nell’ambito del comune di Vittorio Veneto è stata posta a carico dei proprietari, mentre per i gatti presenti nelle colonie feline le vaccinazioni saranno a carico del SSN.
Ordinanza sindacale in vigore- Su indicazione del Servizio Veterinario della AULSS n. 2 “Marca Trevigiana”, il Sindaco di Vittorio Veneto ha emanato
l’Ordinanza n. 174 del
29/05/2026, recante in particolare i seguenti obblighi:
• Vaccinazione antirabbica straordinaria per tutti i cani e gatti presenti sul territorio comunale;
• Vaccinazione antirabbica preventiva dei cani e gatti che verranno introdotti nel comune di Vittorio Veneto a seguito dell’emanazione dell’Ordinanza
Profili sanitari umani- L'Unità di Crisi ha ritenuto di coinvolgere il Dipartimento di prevenzione per la gestione dei profili sanitari umani, assicurando il supporto dell’Unità di crisi e del Centro di referenza. Le persone sottoposte a profilassi antirabbica sono 41.
Richiamo sulle introduzioni irregolari- L'Unità di Crisi ha anche prospettato un approfondimento -con specifica nota di richiamo - sul rischio di queste introduzioni irregolari da paesi dove la malattia è endemicamì, nonché in merito alla corretta identificazione degli animali. Ad oggi il Bollettino Veterinario BENV non segnala altri casi di Rabbia in Italia.
Rabbia: Veterinari presidio di indennità, rischi da ingressi irregolariUn caso di Rabbia, i Veterinari rispondono all'emergenzaFoto: Treviso Today