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VIOLAZIONE DEL TRATTATO UE

No al divieto di latte in polvere, la Commissione UE avverte l'Italia

No al divieto di latte in polvere, la Commissione UE avverte l'Italia
Italia sorvegliata speciale per violazione diritto dell'Unione. Ma è sbagliato dire che la Commissione abbia  imposto l'uso del latte in polvere.

La Commissione dell’Unione Europea ha fatto un passo avanti nella procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Con una lettera di messa in mora- che il Ministro Maurizio Martina ha definito "una diffida"- la Commissione ha dato al nostro Governo un ulteriore avvertimento verso la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari previsto storicamente dalla legge nazionale.

Dal 11 aprile del 1974, la legge n. 138   (Nuove norme concernenti il divieto di ricostituzione del latte in polvere per l'alimentazione umana) vieta l'utilizzo di polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latte alimentare ai caseifici situati sul territorio nazionale.  Per il diritto comunitario, la legge nazionale è contraria all'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, è stata data dal Governo al Parlamento nei giorni scorsi. Il divieto contenuto nella legge 138/1974 è contrario alle regole europee sulla concorrenza.

Ma non si tratta- come dichiara Coldiretti e come si legge su molta stampa- dell'imposizione alla produzione casearia nostrana dell'uso del latte in polvere. Infatti, il ministro delle Politiche Agricole in un comunicato stampa ha spostato la questione dal problema del latte in polvere a quello delle etichette e della «trasparenza delle informazioni da dare ai consumatori». Martina ha inoltre ricordato che la produzione dei formaggi DOP è già protetta da una normativa della Commissione Europea che proibisce l’utilizzo di «materie prime diverse da quelle previste dai disciplinari» (cioè di latte in polvere).

E' dal 2013 che la Commissione Europea chiede spiegazioni all'Italia sulla legge 138/1974. La lettera di messa in mora di queste ore non significa ancora una multa per le finanze italiane: alla sanzione in denaro si arriverà solo nel momento in cui si andasse fino alla Corte di Giustizia sulla vicenda. I tempi sono dunque lunghi; attualmente, il numero delle procedure d'infrazione a carico del nostro Paese sale a 98 casi, di cui 75 per violazione del diritto dell'Unione e 23 per mancato recepimento di direttive.