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PREVENZIONE

Rischio Trichinellosi: sensibilizzati cacciatori e consumatori

Rischio Trichinellosi: sensibilizzati cacciatori e consumatori
Azione divulgativa in Valle d'Aosta dopo la positività in un cinghiale regolarmente cacciato nel novembre 2012.

La Trichinellosi è un "rischio sanitario attuale", come si legge nel pieghevole messo a punto dalla AUSL della Valle d'Aosta (SC Igiene Alimenti di Origine Animale del Dipartimento della Prevenzione).

L'obiettivo è evidentemente di prevenzione, dato che il rischio, allo stato attuale, e sotto controllo, proprio grazie all'attenzione posta dai cacciatori e dal sistematico controllo ufficiale da parte del Dipartimento di Prevenzione. Infatti, la normativa vigente (Reg. CE 2073/05) prevede l'obbligo dell'esame trichinoscopico sulle carni di equini e suidi macellati in macelli riconosciuti o a domicilio, per uso privato. E in Valle d'Aosta è obbligatorio che tutti i cinghiali cacciati o abbattuti siano sottoposti alle analisi per la ricerca di Trichinella spp., in base alla valutazione del rischio effettuata a seguito del rinvenimento di capi positivi e alla presenza sul territorio di ospiti di mantenimento o "reservoir" (Es. Volpe).

L'opuscolo, predisposto con la collaborazione dell'IZS e del CeRMAS, distingue le raccomandazioni per i cacciatori e per i consumatori.

Ai cacciatori si raccomanda di:
• identificare il capo abbattuto (fascetta inamovibile ed univoca),
• utilizzare guanti monouso,
• lavorare separatamente i vari capi,
• lavare e disinfettare i coltelli fra un capo e l'altro,
• identificare i sacchetti utilizzati per riporre le carni sezionate con un riferimento univoco alla carcassa (es. numero di fascetta, numero progressivo) oppure depositare i vari animali in frigoriferi o scomparti nettamente separati.

Al consumatore si raccomanda di acquistare le carni presso il proprio rivenditore di fiducia, che, approvvigionan¬dosi da macelli riconosciuti, è in grado di garantire che gli animali sono stati sottoposti all'esame per la ricerca di Trichinella spp. prima dell'immissione in commercio.
Nel caso di cessione da parte dei cacciatori di picco¬le quantità di carni di cinghiale direttamente al con-sumatore finale, è bene assicurarsi che gli animali di provenienza siano stati sottoposti all'analisi per la ricerca del parassita. E soprattutto: "è buona regola comunque consumare la carne di selvaggina sempre ben cotta".

Riferisce il Ceirsa che in Valle d'Aosta sono stati segnalati tre casi di positività ascrivibili a Trichinella britovi nel cinghiale: nel 2001 a Verrès, nel 2008 a Saint Pierre e, più recentemente, nel novembre 2012 nel Comune di Hône.

pdfPIEGHEVOLE_TRICHINELLA_2013.pdf1.01 MB