La Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Veterinari della Sicilia ha inviato una richiesta formale e urgente di audizione al Presidente della Regione Siciliana.
Al centro dell'iniziativa, l’ipotesi - emersa da tavoli tecnici e da fonti di settore - di una fase transitoria per il Sistema SQNBA che consentirebbe lo svolgimento delle attività di valutazione anche ad altre professionalità, in particolare i dottori agronomi, oltre che ai Medici Veterinari come prevede la legislazione in materia.
La lettera, inviata anche agli Assessori regionali alla Salute e all’Agricoltura, esprime forte preoccupazione per l’impostazione del Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA). Per questo motivo, la Federazione chiede l’apertura immediata di un tavolo istituzionale con la Regione, con l’obiettivo di chiarire l’orientamento normativo e riaffermare - sottolineano i rappresentanti dei veterinari - la centralità della professione veterinaria nella governance del benessere animale e nella tutela del patrimonio zootecnico siciliano.
L'ingresso di altri profili non veterinari in allevamento è una prospettiva ritenuta critica dai veterinari siciliani, che rivendicano la natura clinico-sanitaria del benessere animale, definito non come un insieme di parametri amministrativi o gestionali, ma come ambito strettamente connesso alla salute degli animali, alla biosicurezza e al contrasto dell’antimicrobico-resistenza.
Secondo la Federazione Regionale degli Ordini dei Veterinari della Sicilia, tali competenze rientrano nel perimetro professionale del medico veterinario anche alla luce del quadro normativo europeo. Pur dichiarandosi favorevole alla collaborazione interprofessionale, la categoria giudica “inaccettabile” ogni deroga che possa compromettere la qualità delle certificazioni e la sicurezza delle filiere zootecniche, con possibili ricadute anche sulla tutela dei consumatori.