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teramoNuova sede 17 mila metri quadrati, come lo stadio di San Siro e sarà aperto entro questo mese.
E' costato 9,5 milioni di euro, ed è anche la svolta dell'Università di Teramo che lo ha realizzato in sei anni e a proprie spese, a trecento metri dal centro commerciale e dallo stadio di Teramo, con cinque sale operatorie, 20 ambulatori e sei stanze per fare diagnosi. La sala che immette nel corridoio preoperatorio è esagonale, con i muri imbottiti.
Con Bari e Napoli, è una delle tre strutture pubbliche che cura gli animali nel Centro Sud.

La cronaca della visita dell'ospedale è curata da Il Centro- quotidiano abruzzese- che è entrato nei locali insieme al nuovo rettore Luciano D'Amico, il preside uscente della facoltà di Veterinaria, Fulvio Marsilio, il professor Augusto Carluccio e un gruppo di esperti tecnici. E' stato Gert Niebauer, coordinatore dell'Eaeve- scrive il giornale- a definirlo l'ospedale veterinario più bello d'Europa. Niebauer è atterrato in elicottero a Pescara ed è rimasto colpito dal gioiello dell'Unite.

La superficie del terreno che circonda l'ospedale degli animali è di 10 ettari: «Vorrei trasferire qui anche Agraria», svela D'Amico, «per creare il polo scientifico della nostra università». Poi il rettore indica due punti: i terreni dell'istituto Zooprofilattico e la futura stazione ferroviaria di piano d'Accio e commenta: «Immagino un polo unico in Italia. E' un sogno che costa 25 milioni di euro. Si può fare».
Carluccio, direttore del dipartimento di scienze cliniche veterinarie spiega che questo ospedale offre servizi di medicina e chirurgia, procreazione assistita e cure neurologiche per grandi e piccoli animali. Si serve delle potenzialità dell'Ateneo (51 docenti, 20 tecnici e oltre mille studenti) e si avvarrà dei liberi professionisti teramani che operano nel settore veterinario.

Aula magna, 9 aule satelliti, un laboratorio per lo studio della tossicologia degli alimenti e l'ufficio dei diritti degli animali. Nel secondo palazzo l'accettazione, quindi il pronto soccorso, 20 sale per le visite, poi le due sale operatorie per i piccoli animali e le tre per i grandi. Infine i sei reparti per endoscopia, radiologia e autopsie. Ma chi beneficia dei profitti di questa struttura eccezionale? «Gli utili saranno investiti nella ricerca e nella didattica», risponde il preside Marsilio.
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