La riforma della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie è stata assegnata alla Commissione Giustizia della Camera. Il testo, presentato dal Governo su proposta del Ministro della salute, contiene "misure urgenti" che intervengono sull'assetto normativo e organizzativo di questo organo di giurisdizione speciale, che ha il compito di dirimere le controversie sui provvedimenti adottati dagli Ordini e dalle Federazioni nazionali delle professioni sanitarie. Gli iscritti possono infatti presentare ricorso alla Commissione per contestare provvedimenti assunti a loro carico dall'Ordine in materia disciplinare, di iscrizione e cancellazione dagli albi nonché in ambito elettorale.
La riforma intende imprime certezza, efficienza e rapidità ai processi decisionali che coinvolgono anche gli Ordini territoriali in relazione alle rispettive Federazioni nazionali. Non da ultimo, si prefigge di correggere le procedure a favore di un bilanciamento tra il diritto di difesa e la tutela dell'interesse pubblico primario alla sicurezza delle cure e alla protezione della salute
Mutato contesto storico- La Commissione "svolge un ruolo fondamentale per la garanzia della legittimità e qualità delle prestazioni rese dai professionisti sanitari e, pertanto, per la tutela dei livelli di sicurezza in materia di salute"- si legge nella relazione che accompagna l'articolato: 3 articoli in tutto che aggiornano una normativa risalente al 1946, in un contesto storico "caratterizzato da un numero significativamente inferiore di professionisti iscritti agli albi, da un sistema di ordini professionali meno articolato e da volumi di contenzioso incomparabili rispetto a quelli odierni".
Un arretrato di 896 cause- Alla data del 31 dicembre 2024, risultavano pendenti 896 procedimenti, "un rilevante arretrato", principalmente riferito a provvedimenti disciplinari di particolare gravità, comprese misure di sospensione e radiazione dall'albo. Questa situazione " non presenta carattere episodico"- afferma la relazione che accompagna il disegno di legge- "ma evidenzia una criticità strutturale derivante dal divario tra l'incremento stabile del contenzioso e la permanenza di un modello organizzativo e processuale sostanzialmente invariato da oltre settant'anni".
Una composizione obsoleta - La riforma interviene anche sulla struttura della Commissione, da nominarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro della giustizia. La Cceps viene sdoppiata in due sezioni, che si ripartiscono i ricorsi in base ad un regolamento interno, assicurando l'indipendenza della Commissione in quanto giurisdizione speciale. Resta ferma la presenza nella composizione di rappresentanti per ognina delle categorie sanitarie disciplinate.
Iter- il disegno di legge è stato assegnazione alla Commissione II Giustizia in sede Referente il 26 maggio. La trattazione non è ancora iniziata.
AC 2880 Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie