Tempi stretti e punti critici. Il Decreto Fentanyl del Ministero della Salute incontra anche i rilievi delle Regioni. Inserita all'ultimo momento, la Veterinaria appare fuori contesto.
La stretta sugli stupefacenti ad uso medico e veterinario stride in molti passaggi con l'ordinamento veterinario al punto da richiedere uno slittamento dell'iter. Le osservazioni tecniche formulate dal Coordinamento Salute delle Regioni -sullo schema di decreto trasmesso dal Governo il 3 settembre - suggeriscono un ripensamento sia del campo di applicazione sia delle procedure di garanzia e di responsabilità della struttura di cura.
Le strutture veterinarie, che sarebbero state incluse nel provvedimento all'ultimo momento, non sono sovrapponibili alle strutture umane nè nel modello organizzativo nè nelle modalità di utilizzo di medicinali ad uso stupefacente o psicotropo negli animali in trattamento, chirurgico e di cura. Oneri inutilmente gravosi per i Medici Veterinari liberi professionisti si tradurrebbero in aggravi procedurali anche per le autorità competenti, comportando per le stesse duplicazioni burocratiche non prive di ricadute sulla spesa pubblica. Le note tecniche delle Regioni evidenziano l'esigenza di prevedere modalità semplificate di custodia e di raccordare le procedure di tracciabilità a quanto già previsto dal Sistema Informativo Veterinario VetInfo.
La parola torna quindi al Ministero della Salute. Il Decreto non sarà alll'ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni del 10 settembre, come inizialmente previsto. Le Regioni e il Ministero della Salute dovranno prima concludere tutti gli approfondimenti necessari, anche alla luce delle obiezioni sollevate dai Medici Veterinari per voce dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani.
Il provvedimento, secondo la nota dell'ANMVI, rappresenta un eccesso regolatorio, a fronte dei quantitativi di sostanze che trovano impiego in medicina veterinaria, sensibilmente inferiori a quelli richiesti in medicina umana, e delle garanzie di tracciabilità e di sicurezza già previste dalla normativa sui medicinali veterinari per le strutture veterinarie private.