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cane e gattoPer proteggere la salute pubblica e il benessere degli animali, la Commissione ENVI dell'Europarlamento chiede di affrontare il traffico illegale di animali domestici.

Non si ferma il traffico di animali da compagnia, illegalmente scambiati ogni anno all'interno dell'Unione Europea. Questi crimini danneggiano gli operatori commerciali che rispettano la  legislazione dell'UE e hanno implicazioni negative  per la salute pubblica, il benessere degli animali e la tutela degli acquirenti. Rimasto a lungo senza alcuna copertura normativa, il fenomeno ha generato reddito per le organizzazioni criminali internazionali.

Il 21 gennaio, la Commissione ENVI (Ambiente e Salute) del Parlamento Europeo ha concluso i lavori sulla  Risoluzione sulla protezione del mercato interno e dei diritti dei consumatori dell'Unione europea dalle ripercussioni negative del commercio illegale di animali da compagnia, che rimedia ad un vuoto legislativo annoso e che attualizza il problema del traffico di animali, occupandosi non solo di quelli su strada ma anche di quelli via Internet.

Impattando sul corretto funzionamento del mercato interno dell'UE, il fenomeno costringe la Commissione Europea ad occuparsene. La risoluzione chiede un piano d'azione dell'UE che stabilisca le responsabilità del commercio illegale di animali da compagnia. Medici Veterinari compresi, qualora si rendessero resposabili di commercio illegale di pet o vi concorressero falsificando i certificati sanitari.  La risoluzione contempla anche l'istituzione di un sistema obbligatorio in tutta l'Unione per identificare e registrare cani e gatti e norme per gli allevamenti.

Infine, la Commissione ENVI chiede di migliorare la cooperazione, la comunicazione e la formazione delle autorità doganali e veterinarie. La parola passa alla plenaria di Strasburgo.


Il testo della risoluzione
Proteggere il mercato interno e i diritti dei consumatori dell'UE dalle conseguenze negative del commercio illegale di animali da compagnia
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