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SORVEGLIANZA IN ITALIA

SHAV: stato dell'arte, possibile piano di sorveglianza attiva

SHAV: stato dell'arte, possibile piano di sorveglianza attiva
Dopo la prima segnalazione di infezione umana in Francia, il Ministero della Salute ha fornito indicazioni per la sorveglianza umana e veterinaria.

Una circolare congiunta delle Direzioni Generali della Prevenzione e della Salute Animale ha tracciato un quadro epidemiologico e strategico della sorveglianza nazionale del virus Shamonda (SHAV). La circolare, datata 27 ottobre e pubblicata sul sito salute.gov, riepiloga il quadro degli interventi in essere, senza escluderne di ulteriori. 

Sanità animale e rilevazione di RNA nel latte- Oltre alla segnalazione della presenza nel mese di agosto del virus Shamonda (SHAV) in allevamenti di vacche da latte del nord Italia (Province autonome di Trento e Bolzano) e in alcuni bovini introdotti sul territorio nazionale in provenienza dalla Francia, ulteriori positività nei bovini sono state riscontrate nelle regioni Lazio, Lombardia, e, nei bufali, in Campania. Rispetto a questo ultimo caso le indagini diagnostiche sono state avviate a partire dall’analisi anche di campioni di latte individuale prelevati da animali sintomatici in cui, così come nel sangue, è stata rilevata la presenza di RNA virale.
Il Ministero sottolinea che la rilevazione di RNA nel latte non equivale alla dimostrazione della presenza di virus infettante e, allo stato delle conoscenze, non documenta una trasmissione attraverso il latte o i prodotti lattiero-caseari. Il Cesme sta proseguendo approfondimenti sperimentali per comprendere la persistenza e l’infettività del virus nelle matrici di cui trattasi e la sua eventuale sensibilità ai trattamenti di trasformazione fermo restando che finora tutti i tentativi di isolamento del virus dal latte di bufala non hanno dimostrato la presenza dell’agente infettante.

Indicazioni per la sorveglianza in ambito di sanità animale- Nelle more di predisporre un eventuale piano di sorveglianza attiva, da programmare se possibile congiuntamente ai prelievi per altre sorveglianze (brucellosi ad esempio), le indicazioni in merito alla sorveglianza di tipo sindromico in ambito di sanità animale sono finalizzate a individuare tempestivamente situazioni cliniche compatibili con la presenza del virus e a contribuire pertanto alla conoscenza in merito alla circolazione virale e vettoriale.

In un approccio ispirato al principio di precauzione e proporzionato alle evidenze attualmente disponibili si conferma l’indicazione per le Regioni e le Province autonome di sensibilizzare i Servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali, i veterinari liberi professionisti e gli operatori degli allevamenti, affinché mantengano un’attenzione mirata, in particolare durante i periodi di attività dei vettori, nelle specie domestiche di interesse: bovini e bufalini, ovini e caprini e, per i quadri neurologici, equini.
Dovranno essere valutate con attenzione le segnalazioni di uno o più dei seguenti quadri:
• nei bovini e bufalini: febbre, diarrea, inappetenza e riduzione della produzione lattea;
• negli ovini e caprini: manifestazioni cliniche, generalmente descritte come più lievi rispetto a quelle osservate nei bovini;
• negli equini: comparsa di sintomatologia neurologica, anche grave in particolare nei casi in cui gli accertamenti diagnostici abbiano escluso altre eziologie, compreso il virus West Nile;
• in tutte le specie interessate: aborti, malformazioni congenite, natimortalità o morti inattese, soprattutto quando associati a calo produttivo o ad altri segni clinici compatibili.
La presenza di tali segni non è specifica per SHAV e richiede la valutazione clinica e diagnostica differenziale da parte del medico veterinario.
In presenza di quadri compatibili i Servizi veterinari, in raccordo con gli Istituti Zooprofilattici e secondo le indicazioni tecniche del Cesme, effettueranno approfondimenti diagnostici per raccogliere le informazioni epidemiologiche essenziali, incluse la specie, la consistenza dei soggetti interessati, la sede e la data di insorgenza, i segni osservati, gli esiti riproduttivi e l’andamento produttivo.

Sorveglianza entomologica- Il Ministero raccomanda inoltre di valorizzare le attività di sorveglianza entomologica già in essere, incluse, ove pertinenti, quelle condotte nell’ambito della sorveglianza per la febbre catarrale degli ovini (Bluetongue), per verificare la presenza e la distribuzione dei Culicoides nelle aree in cui siano rilevati quadri animali compatibili. L’impiego delle trappole e dei protocolli dovrà essere valutato in relazione alla loro idoneità alla cattura e alla corretta identificazione dei Culicoides.
Il Ministero dà mandato al Cesme di coordinare, con la rete degli Istituti Zooprofilattici e le Regioni, analisi di pool entomologici, le catture correnti e i campionamenti mirati presso gli allevamenti interessati. 

Informare il Veterinario in caso di mortalità anomale- SHAV non è una malattia listata nell’Unione europea e non è pertanto soggetta a obbligo di notifica né a misure ufficiali di controllo; restano, tuttavia, fermi gli obblighi generali degli operatori di informare un veterinario in caso di mortalità anomala, di altri segni di malattia grave o di una significativa riduzione della produzione di causa indeterminata, inclusa la possibilità di notifica volontaria all'Organizzazione Mondiale della Salute Anmale (Omsa).  Nelle more della valutazione circa l’opportunità di registrare gli eventi nel Sistema informativo delle malattie animali (Siman) di VetInfo, si dà mandato al Cesme di coordinare la raccolta dei dati e di assicurare la tracciabilità delle segnalazioni e degli accertamenti, in raccordo con le Regioni e le Province autonome e con gli Istituti Zooprofilattici, attraverso i flussi già disponibili, così da contribuire al costante aggiornamento della situazione epidemiologica.

Biosicurezza- Nel contesto degli allevamenti, si ritiene utile ridurre, per quanto praticabile e nel rispetto delle misure di biosicurezza aziendale, le condizioni che favoriscono la presenza dei vettori, quali ristagni d’acqua e accumuli di effluenti liquidi. Potranno inoltre essere valutate, in raccordo con Regioni, Servizi veterinari delle ASL e i Comuni, misure di disinfestazione dei mezzi di trasporto ed eventuali interventi ambientali. Trattandosi di misure generali per ridurre l’esposizione ai vettori, e non di interventi specifici contro SHAV, qualora attività analoghe siano già state programmate o attuate non si ritiene necessario prevedere automaticamente ulteriori interventi.

Trasmissione negli animali- Allo stato delle attuali conoscenze la trasmissione mediata da insetti del genere Culicoides è ritenuta la principale, se non pressoché esclusiva, via di trasmissione di SHAV. Infatti, le informazioni finora disponibili non documentano una significativa trasmissione diretta tra animali, fatta salva la possibile trasmissione verticale.
Per quanto riguarda l’aspetto vettoriale si segnala che da pool di vettori trappolati nei pressi degli allevamenti in Campania sono state riportate positività in diverse specie di Culicoides.

Situazione epidemiologica nazionale- Il Ministero della Salute ha riferito che alla data della circolare, non erano noti casi umani di infezione da SHAV nel territorio Nazionale.

CIRCOLARE del Ministero della Salute - 28 ottobre 2026
Virus Shamonda (shav): prima segnalazione di infezione umana in Francia quadro epidemiologico nazionale e indicazioni per la sorveglianza umana e veterinaria 

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