Il provvedimento rafforza il ruolo della professione veterinaria nella prevenzione delle malattie animali e nella gestione delle emergenze zoosanitarie. Attenzione anche a farmaci, vaccini e remunerazione delle attività di profilassi.
La nuova legge francese per la protezione e la sovranità agricola riconosce la presenza capillare dei veterinari come elemento strategico per la sanità animale e la tutela degli allevamenti. Il provvedimento, promulgato il 18 agosto ed entrato in vigore il 20 agosto, punta a rafforzare il sistema veterinario di prevenzione, sorveglianza e gestione delle emergenze zoosanitarie.
Veterinari al centro della sorveglianza - Il Governo francese è autorizzato a intervenire, entro nove mesi, sulla disciplina relativa alla prevenzione e al controllo dei pericoli sanitari. La riforma riguarderà anche il finanziamento delle misure, la gestione dei dati sugli animali e le funzioni attribuite ai veterinari sanitari e ai professionisti incaricati dalle autorità.
L’obiettivo è valorizzare il ruolo del veterinario quale “sentinella” sul territorio, essenziale per individuare precocemente i rischi, monitorare lo stato sanitario degli allevamenti e assicurare una risposta tempestiva in caso di malattie emergenti.
Farmaci e vaccini veterinari - La legge prevede inoltre una revisione delle disposizioni sui medicinali veterinari e sui mangimi medicati. Tra gli obiettivi figurano il rafforzamento dei controlli, una maggiore regolamentazione della vendita a distanza e una migliore gestione della disponibilità dei farmaci, con particolare attenzione ai vaccini contro le malattie animali emergenti.
Gli interventi dovranno interessare anche i medicinali destinati agli animali non convenzionali e la semplificazione di alcune procedure amministrative, nel rispetto della normativa europea.
Sostenere la veterinaria rurale - Un passaggio specifico riguarda la sostenibilità dell’esercizio professionale nelle aree rurali. Entro sei mesi il Governo dovrà presentare al Parlamento una relazione sulla remunerazione degli interventi di profilassi collettiva obbligatoria e delle operazioni di polizia sanitaria effettuate dai veterinari abilitati.
La relazione dovrà verificare se i compensi siano adeguati a garantire una rete veterinaria sufficiente nei territori a bassa densità zootecnica o caratterizzati da una carenza di assistenza e sorveglianza sanitaria. La valutazione terrà conto anche dei tempi di spostamento e della sostenibilità economica dell’attività professionale, formulando eventuali proposte di revisione delle tariffe.