• Utenti 10
  • Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 33864
cerca ... cerca ...
Featured
MASSA CARRARA

PSA, primo focolaio nel suino domestico in Toscana

PSA, primo focolaio nel suino domestico in Toscana
La Direzione Generale della Sanità Animale conferma un caso di Peste suina africana in un allevamento di suini a Comano, in provincia di Massa Carrara.

Informazioni sulla positività - Il focolaio di PSA interessa un allevamento di suini della tipologia stabulato. L’allevamento consta di circa 10 capi, ricade già in Zona di restrizione II per accertata circolazione virale nel selvatico, e stando alle prime informazioni pervenute dispone delle misure di biosicurezza rafforzata di cui al Regolamento PSA 2023/594.
Si tratta del primo focolaio in suini domestici segnalato nella Regione Toscana.
La positività è stata riscontrata a seguito di mortalità improvvisa di 2 soggetti, e la conferma in prima istanza è stata effettuata dalla sede locale dell’IZS, a cui è seguita la conferma diagnostica ufficiale da parte del Laboratorio del Centro di referenza nazionale per lo studio delle pesti suine (CEREP) presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche.

Unità di Crisi- Oggi,  26 giugno l’Unità Centrale di Crisi per valutare e discutere della situazione epidemiologica e dello stato dell’arte delle prime attività già avviate, stabilire le ulteriori misure da adottare. La realtà zootecnica della zona è caratterizzata da allevamenti di piccole dimensioni, che possono presentare un maggior rischio per la diffusione dell’infezione e di conseguenza tutte le misure da intraprendere saranno commisurate al rischio e nel rispetto del principio di massima precauzione.

Misure di controllo immediate
- E' stato disposto il blocco dell’allevamento infetto e delle movimentazioni. E' stata inoltre avviata l’indagine epidemiologica volta ad identificare l’origine dell’infezione. Sono altresì state avviate le procedure per l’abbattimento e successiva distruzione delle carcasse, che avranno luogo entro il 27 giugno come da assicurazione ricevuta dall’autorità competente locale.

Rintraccio delle movimentazioni- Oltre a ciò sono state attivate tutte le procedure per i rintracci delle ultime movimentazioni effettuate considerando il periodo a rischio per l’infezione. Al momento sono note 2 movimentazioni  dirette allo stabilimento di macellazione per le quali la Direzione Generale riferisce che saranno eseguiti i dovuti approfondimenti.
Analogamente si procederà ai rintracci di movimenti di mezzi, persone e sottoprodotti di origine animale.

Collegamenti epidemiologici- Nella zona di restrizione e negli altri allevamenti della filiera, saranno condotti gli approfondimenti del caso e in particolare la valutazione dei collegamenti epidemiologici con altri allevamenti, per stabilire il ricorso all’abbattimento o alla macellazione programmata. È stato anche stabilito di intensificare la sorveglianza nel selvatico nella zona adiacente il focolaio con incremento della ricerca attiva e immediata rimozione delle carcasse e relativo controllo diagnostico.

Zona di protezione e di sorveglianza- Dal punto di vista procedurale, tenuto conto che l’ampiezza delle zone di protezione e sorveglianza (rispettivamente 3 e 10 km di raggio dal focolaio) ricade nel territorio di 2 Regioni (Toscana ed Emilia Romagna), come previsto dall’assetto normativo vigente, il dispositivo di istituzione delle medesime zone sarà adottato dall’Ufficio 3 della Direzione Generale della Salute Animale.

Comunicazioni alla UE- Il Ministero della Salute ha informato la Commissione europea e notificato il focolaio per via telematica, nel rispetto delle tempistiche delle 24 ore stabilite per i focolai primari di malattia.

Biosicurezza rafforzata- Con il Regolamento di esecuzione (UE) 2023/594, la Commissione Europea dispone misure di biosicurezza rafforzate al fine di prevenire la diffusione di tale malattia negli stabilimenti di suini detenuti. L'allegato III del regolamento dettaglia le misure rafforzate.

pdfNOTA_DGSA_PSA_COMANO_MASSA_CARRARA.pdf247.28 KB