Compostabilità obbligatoria e certificata per gli imballaggi di ortofrutta e di alimenti e bevande Ho.Re.Ca. e ristorazione. Plastiche monouso biodegradabili per ridurre i rifiuti.
Sono in vigore dal 7 ottobre le «
Disposizioni urgenti in materia di obbligo di compostabilità di determinate tipologie di imballaggi.» Le novità fanno parte degli interventi legislativi di adeguamento dell'ordinamento italiano al
regolamento europeo PPWR - Packaging and Packaging Waste Regulation. L'adeguamento perfezionato dal decreto legge 143/2026 consiste nell'aggiunta di un articolo 226-quater al
Codice dell'ambiente.
Gli
imballaggi di plastica monouso utilizzati per confezionamento di determinate categorie di alimenti dovranno obbligatoriamente essere biodegradabili e compostabili. Casistiche ed eccezioni a parte, l'obbligo riguarda:
- i prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati;
- gli alimenti e le bevande destinati al consumo nei locali del settore alberghiero, della ristorazione e del catering.
L'obbligo di compostabilità vige sugli imballaggi messi a disposizione per la prima volta sul mercato nazionale. La compostabilità deve rispondere ai formati e agli utilizzi consentiti dal
regolamento (UE) 2025/40 (PPWR) e - qualora certificati da organismi accreditati- essere conformi alla norma UNI EN 13432 o a standard di compostabilità equivalenti riconosciuti a livello europeo.
Sicurezza alimentare- La novità- introdotta in adeguamento al regolamento PPRW- lascia inalterato il quadro normativo in materia di sicurezza alimentare e di gestione dei rifiuti. Resta fermo il rispetto degli obblighi di conformità alla normativa sull'utilizzo dei Moca, i Materiali destinati al contatto con gli alimenti. Inalterate anche le restrizioni all'impiego di plastiche monouso, come individuate dal decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 196 (ad esempio contenitori, posate, ecc.), a meno che non siano biodegradabili e compostabili.
Igiene e cosmesi- Oltre agli alimenti, l'obbligo di compostabilità riguarda anche gli imballaggi di prodotti utilizzati nel settore dell'ospitalità, come detergenti e cosmetici di cortesia forniti nelle strutture ricettive (es. alberghi e hotel).
Esclusioni temporanee- In attesa di linee guida specifiche della Commissione Europea, i nuovi obblighi non si applicano agli imballaggi per alcuni prodotti ortofrutticoli, di largo consumo ed espressamente elencati. Gli orientamenti arriveranno entro il 12 febbraio 2027, dopo avere sentito gli Stati Membri e l'EFSA.
Sanzioni dal 2030- Per dare tempo alla filiera alimentare di adeguarsi ai nuovi obblighi, il decreto legge 143/2026 rinvia al 1 gennaio 2030 l'applicazione delle sanzioni. E' considerata violazione anche l'utilizzo di dichiarazioni di conformita' o altre diciture ingannevoli o elusive dell'obbligo. La data del 1 gennaio 2030 coincide con la transizione accordata al settore dal regolamento packaging.
Definizione di «imballaggio compostabile»- E' l’imballaggio "che si biodegrada in condizioni di controllo industriale o che può subire una decomposizione biologica in tali condizioni, anche attraverso digestione anaerobica, ma non necessariamente in un ambiente di compostaggio domestico, combinato, se necessario, con trattamento fisico". L'imballaggio compostabile "non ostacola o mette a rischio la raccolta differenziata e il processo di compostaggio e di digestione anaerobica".
Il contesto- L'uso di imballaggi appropriati sono fondamentali per proteggere i prodotti e facilitarne il trasporto dal luogo in cui devono essere prodotti al luogo di utilizzo o di consumo. Tuttavia, la Commissione intende ridurne la produzione, calcolando che gli imballaggi usano grandi quantità di materie prime primarie (materiali vergini), che il 40 % della plastica e il 50 % della carta utilizzati nell’Unione sono destinati agli imballaggi e, non da ultimo, che gli imballaggi rappresentano il 36 % dei rifiuti solidi urbani.
Packaging: nuove regole per alimenti, farmaci e mangimiTESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 7 agosto 2026, n. 143