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ASSALZOO

Guerre, clima e crisi energetica: mangimi a rischio

Guerre, clima e crisi energetica: mangimi a rischio
L'aumento dei costi energetici e del gasolio sono solo gli ultimi fattori di destabilizzazione della catena degli approvvigionamenti zootecnici. Assalzoo lancia un allarme.

"Il forte calo della produzione nazionale di mais, accompagnato da crescenti problemi qualitativi, si verifica nel momento peggiore. La guerra sta compromettendo alcune delle principali rotte internazionali delle materie prime agricole, mentre l'imminente applicazione dell'EUDR rischia di rendere più complesso l'accesso a prodotti indispensabili come la soia". Lo dichiara   Massimo Zanin, Presidente di Assalzoo – Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici.

Il primo elemento di preoccupazione riguarda il mais-  Meno prodotto, problemi qualitativi e prezzi in aumento. Le prime indicazioni sulla campagna 2026 evidenziano una forte contrazione della produzione nazionale, con riduzioni che nelle aree maggiormente colpite dalla siccità e dalle alte temperature, nelle previsioni più ottimistiche, superano il 35%. Le difficoltà non riguardano soltanto l'Italia: le stime sul raccolto europeo di mais, inizialmente atteso intorno a 61 milioni di tonnellate, sono scese a circa 50 milioni, oltre 11 milioni di tonnellate in meno e uno dei livelli più bassi degli ultimi vent'anni.

Micotossine- Le condizioni climatiche della campagna hanno infatti accresciuto il rischio di contaminazione da micotossine, con particolare attenzione ad aflatossine e fumonisine. La disponibilità effettiva di mais idoneo all'alimentazione animale rischia pertanto di ridursi ulteriormente.
Una criticità particolarmente rilevante per le filiere DOP- afferma Assalzoo. La riduzione della disponibilità di mais nazionale idoneo rischia quindi di creare difficoltà non soltanto alla mangimistica e agli allevamenti, ma anche ad alcune delle produzioni agroalimentari di qualità più importanti del Made in Italy.

Più difficile approvvigionarsi sui mercati internazionali - Proprio mentre aumenta la necessità di importare, il quadro geopolitico rende più difficile e costoso approvvigionarsi sui mercati internazionali. Il conflitto russo-ucraino e gli attacchi a porti, infrastrutture e navi commerciali stanno compromettendo l'operatività delle rotte cerealicole del Mar Nero, costringendo gli operatori a ricercare origini e percorsi alternativi. Per un Paese strutturalmente deficitario come l'Italia, la diversificazione e la sicurezza delle fonti di approvvigionamento diventano quindi una priorità strategica.

Valutare una sospensione per la soia - In questo scenario desta particolare preoccupazione l'imminente applicazione dell'EUDR (European Union Deforestation Regulation) alla soia, materia prima proteica essenziale per l'alimentazione animale e per la quale l'Europa resta fortemente dipendente dalle importazioni. Assalzoo condivide gli obiettivi ambientali del regolamento, ma ritiene necessario valutare una sospensione della sua applicazione alla soia, alla luce delle eccezionali difficoltà che stanno interessando gli approvvigionamenti internazionali. In questa fase l'introduzione di ulteriori vincoli rischia infatti di restringere l'accesso ai mercati proprio quando sarebbe necessario garantire la massima diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

Assalzoo chiede un confronto con le istituzioni - A completare il quadro pesa il forte aumento dei costi energetici e del gasolio. «Il problema – conclude Zanin – è che questi fattori non possono essere considerati separatamente. Produciamo meno materie prime in Italia e in Europa proprio quando diventa più difficile reperirle all'estero e più costoso trasportarle. È questa concomitanza a trasformare singole criticità in un rischio per la sicurezza degli approvvigionamenti della zootecnia italiana».  Assalzoo chiede di aprire rapidamente un confronto con le istituzioni nazionali.