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L' ALLARME

Hormuz, il blocco mette a rischio antibiotici e oncologici

Hormuz, il blocco mette a rischio antibiotici e oncologici
Se si prolunga la chiusura dello Stretto di Hormuz, la situazione potrebbe diventare preoccupante nel giro di alcuni mesi. A rischio farmaci che dipendono da Cina e India.

Dopo le preoccupazioni espresse da Farmindustria sull'approvvigionamento di farmaci, anche il Ministro Orazio Schillaci "non nega" di essere "preoccupato".
Lo riferisce l'agenzia ANSA a margine di una conferenza al Ministero. Con riguardo al blocco dello stretto di Hormuz "bisogna portare avanti una strategia politica, che abbiamo iniziato sin dal primo giorno- dichiara il Ministro-  perché gran parte dei principi attivi arrivano da alcuni Paesi, penso alla Cina e all'India".

A lanciare l'allarme era stata Farmindustria. A rischio paracetamolo, antibiotici, antidiabetici, ma anche farmaci oncologici, la cui produzione dipende dai precursori petrolchimici che arrivano dal Golfo e transitano per lo Stretto. Secondo Marcello Cattani, presidente dell'associazione: "l'orizzonte temporale è breve, di alcuni mesi, poi la situazione potrebbe essere preoccupante, così come la sostenibilità industriale".

L'effetto della guerra tra Iran e Usa ha causato "uno stress per le filiere del farmaco - spiega il presidente di Farmindustria - Ci sono stati ulteriori incrementi del 25% sull'alluminio, del 15% sugli ingredienti attivi, del 25% sul vetro. L'alluminio non è estratto in Europa, ma viene da Cina, India e Australia. Nel momento in cui si è presentata questa quarta crisi energetica, vengono ridotti i volumi perché si scatena l’accaparramento. Noi cerchiamo di gestire la situazione diversificando l'approvvigionamento, ma ci sono dei limiti oggettivi".

Se si prolunga la chiusura dello Stretto di Hormuz, nel giro di alcuni mesi c’è il rischio che si vada incontro a carenze di farmaci come paracetamolo, antibiotici, antidiabetici, ma anche farmaci oncologici, la cui produzione dipende dai precursori petrolchimici che arrivano dal Golfo e transitano per lo Stretto. “La guerra in Iran sta determinando il terzo shock in quattro anni, dopo Ucraina e crisi del Mar Rosso, che colpisce simultaneamente logistica, energia e i costi di tutti i fattori di produzione” evidenzia il presidente Cattani.

Ora il Presidente Cattani chiede di dare "priorità al Testo unico" sulla farmaceutica e alla "abolizione del payback".