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DEFERIMENTO ALLA CORTE UE

UE: il diritto francese ostacola il libero esercizio veterinario

UE: il diritto francese ostacola il libero esercizio veterinario
La normativa francese impedisce ai Veterinari di altri Stati membri di esercitare stabilmente in Francia. Norme societarie e d'impresa nel mirino della Commissione Europea. Dopo l'avvio di una procedura di infrazione, nel 2024, la Commissione Europea deferisce la Francia alla Corte di Giustizia Europea per non avere rimosso gli ostacoli alla libertà di esercizio professionale veterinario. La decisione - ripresa dalla FNOVI- è stata enfatizzata dalla stessa Commissione con un comunicato stampa. La pubblicazione in tutte le lingue dell'Unione della documentazione riguardante il deferimento segnala a tutti gli Stati Membri l'importanza della vicenda nei confronti delle rispettive legislazioni in materia di prestazione di servizi veterinari.

Una chiave di lettura del diritto unionale- Le contestazioni descritte nella lettera di messa in mora mettono in luce le decisioni regolatorie che secondo la Commissione confliggono con i fondamentali del diritto UE.  Attraverso una disciplina regolatoria nazionale dell'esercizio professionale societario, la normativa francese limita la libera prestazione dei servizi professionali all'interno dell'Unione e anche dei propri confini.

Violate le libertà dei Veterinari di altri Stati UE- I professionisti veterinari- quali prestatori di servizi - "non devono affrontare ostacoli ingiustificati quando si stabiliscono in uno Stato membro o forniscono servizi transfrontalieri dal loro paese d'origine". Il diritto francese apparentemente consente la libera prestazione di servizi, ma nella pratica in Francia "i medici veterinari di altri Stati membri possono offrire i propri servizi solamente in via temporanea e occasionale". Sebbene il diritto francese consenta in generale la libera prestazione di servizi, di fatto, realizza una protezione del mercato dei servizi professionali nazionale, contraria ai trattati UE,  messa in atto con restrizioni agli assetti societari veterinari francesi.

Illegittimo limitare la titolarità d'impresa veterinaria- La normativa francese prevede che i medici veterinari siano presenti in ciascuno dei loro ambulatori almeno a tempo parziale. "Questo requisito - afferma la Commissione- limita dal punto di vista pratico il numero di aziende di cui un medico veterinario può essere titolare e, di conseguenza, il numero di ambulatori che può gestire". 

Le norme francesi su società veterinarie e i Veterinari- In particolare, le norme francesi contestate dalla Commissione richiedono che
- la maggioranza delle azioni delle imprese veterinarie sia detenuta da veterinari che esercitano all'interno dell'impresa.
- gli azionisti veterinari siano presenti in ogni struttura di proprietà della società almeno a tempo parziale.
"Questi requisiti limitano il numero di strutture in cui un veterinario o un'impresa veterinaria possono operare e limitano il modo in cui i veterinari possono organizzare il loro lavoro e l'impresa"- afferma la Commissione. 

Iter- La Francia dovrà rispondere per mancato rispetto delle norme in materia di libertà di stabilimento e libera circolazione dei servizi di cui al trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e alla direttiva sui servizi (direttiva 2006/123/CE). Alla lettera di messa in mora dell'aprile 2024, seguita da un parere motivato nel giugno 2025, le autorità francesi non hanno risposto con sufficienti correttivi.