Il Friuli Venezia Giulia aggiorna la disciplina sull’utilizzazione agronomica dei fertilizzanti azotati e il programma d’azione nelle zone vulnerabili da nitrati. Le modifiche intervengono sul regolamento regionale del 2022 e riguardano, fra l’altro, effluenti di allevamento, digestati, doppi raccolti, prati rustici e Piani di utilizzazione agronomica.
Doppi raccolti e colture orticole - In presenza di doppi raccolti o di più cicli colturali sullo stesso terreno, l’apporto massimo di azoto efficiente sarà determinato sommando gli apporti ammessi per le singole colture, comprese le colture di copertura.
Per più cicli di colture orticole nello stesso anno, il limite massimo è fissato a 340 chilogrammi di azoto per ettaro per le coltivazioni in pieno campo e a 450 chilogrammi per ettaro per quelle forzate, sotto serra o tunnel.
Effluenti zootecnici e prati rustici - Il calcolo dell’azoto aziendale dovrà comprendere anche le deiezioni depositate dagli animali al pascolo sui terreni condotti dall’azienda. Nelle zone ordinarie, l’apporto medio aziendale proveniente da effluenti di allevamento, fanghi, acque reflue, digestati e determinati ammendanti non potrà superare 340 chilogrammi per ettaro all’anno.
Il regolamento introduce inoltre specifici divieti di utilizzazione nei prati rustici iscritti nell’elenco regionale, facendo salve alcune deroghe autorizzate per letami, letami compostati e liquami di origine bovina impiegati da aziende zootecniche.
PUA e digestati - Ai fini della verifica delle soglie che fanno scattare l’obbligo di presentare il Piano di utilizzazione agronomica, non sarà conteggiato l’azoto distribuito da soggetti terzi sui terreni aziendali concessi loro in uso.
Viene inoltre sostituito l’allegato dedicato ai digestati, con nuove indicazioni per calcolarne il peso e il contenuto di azoto al campo e con i requisiti previsti per i digestati agrozootecnici e agroindustriali.