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Immagine1Il Piano Strategico Nazionale per la futura Politica Agricola Comune non convince la Commissione: "Nella sua forma attuale, non è sufficiente". La Peste Suina Africana richiede una analisi SWOT dell'allevamento suinicolo. Gli obiettivi di riduzione di antimicrobici non bastano. Il Piano non affronta la questione della mozzatura delle code nei suini e non chiarisce gli obiettivi verso regimi alimentari sani.


Respinto al mittente. Le valutazioni della Commissione Europea al Piano Strategico dell'Italia per la futura PAC (Politica Agricola Comune) sono molto severe. Soprattutto per la mancanza di target e indicatori di risultato, senza i quali- osserva la Commissione-  "non è possibile valutare l'adeguatezza e il livello di ambizione" del Piano. In sintesi, "l'Italia è invitata a migliorare la strategia proposta".

Biodiversità, digitalizzazione, occupazione regolare, adeguamento climatico, consulenze aziendali, benessere animale, food security, antimicrobicoresistenza, riduzione dei pesticidi, ecc. Sono molti - secondo la Commissione- i capitoli (ecoschemi) del PSN italiano da riscrivere, con "targeting chiari", basati sull'analisi SWOT (Strenght, Weakness, Opportunity, Threat). Manca, secondo Bruxelles, una valutazione dei punti di forza e di debolezza, delle oportunità e delle minacce che incidono sul Piano italiano.

Ulteriore riduzione di antimicrobici- L'Italia è invitata a "chiarire la strategia volta a ridurre l'uso elevato di antimicrobici, spiegando in che misura gli interventi proposti risponderanno a tale esigenza concentrandosi sui settori animali più colpiti". La Commissione osserva che "negli ultimi anni l'Italia ha mostrato una costante tendenza al ribasso nell'uso degli antimicrobici" e che il piano italiano fissa obiettivi di riduzione degli antimicrobici "che sono già stati raggiunti". La Commissione si attende che l'Italia fissi un obiettivo di riduzione ulteriore dell'uso di antimicrobici in diverse specie di allevamento con il sostegno della PAC.

Peste Suina Africana-  Considerata la situazione della peste suina africana, "l'analisi SWOT dovrebbe coprire anche i rischi di biosicurezza nel settore suinicolo, in particolare negli allevamenti su piccola scala, e la logica di intervento dovrebbe essere migliorata di conseguenza, tenendo conto anche della necessità di cambiamenti strutturali nell'allevamento suinicolo".
Considerati i recenti casi di peste suina africana nell'Italia settentrionale, l'Italia è invitata "a prendere in considerazione la possibilità di inserire un intervento mirato per limitare la diffusione della malattia e migliorare la biosicurezza delle aziende suinicole, servizi di consulenza mirati o condivisione delle conoscenze e gestione dei rischi".

Benessere animale- Gli interventi proposti in materia di benessere degli animali nell'ambito degli eco-schemi e dello sviluppo rurale dovrebbero essere descritti più precisamente e migliorati grazie a un chiaro targeting sulle specie oggetto di allevamento intensivo. In particolare, il piano dovrebbe affrontare le pratiche di mozzamento della coda nel settore dei suini (vietate dalla normativa dell'UE, salvo in circostanze eccezionali) e incoraggiare sistemi di stabulazione non confinati per galline ovaiole, vitelli e scrofe.

Pascolo- L'Italia è invitata a descrivere se e in che modo i periodi limite proposti per il pascolo obbligatorio contribuirebbero ad accrescere il benessere degli animali. L'Italia è invitata a rivedere i criteri per il calcolo dei pagamenti per le pratiche di livello 2, in quanto non sono coerenti con la natura degli impegni. Infatti, mentre il livello 2 prevede un periodo minimo di pascolo (per i ruminanti) o un periodo minimo di allevamento in spazi aperti/semi-aperti (per i suini), la spiegazione relativa all'importo unitario si riferisce ai costi di profilassi e di biosicurezza.

Produzione biologica- La Commissione accoglie con favore l'ambizione di raggiungere il 25 % della superficie agricola italiana destinata all'agricoltura biologica nel 2027, ma invita l'Italia a chiarire in che modo le azioni proposte contribuiranno efficacemente all'ambizione
prevista.

Apicoltura- L'Italia è invitata a fornire ulteriori informazioni sul settore dell'apicoltura e sulle relative difficoltà, nonché a indicare
in che modo gli interventi scelti contribuiscono ai pertinenti obiettivi specifici.

Regimi alimentari sani- Nel suo Piano l'Italia riconosce la necessità di accrescere la sensibilizzazione in merito a regimi alimentari sani, "ma gli interventi proposti sembrano essere limitati". La Commissione invita pertanto l'Italia "a spiegare più precisamente come sarà realizzata la transizione verso regimi alimentari sani, più basati sui vegetali e sostenibili".

In conclusione, l'Italia dovrebbe descrivere in dettaglio in che modo e in che misura le risorse della PAC contribuiranno alle esigenze specifiche dell'Italia, agli obiettivi digitali dell'UE entro il 2025 e all'obiettivo del Green Deal entro il 2030.

Piano Strategico Nazionale della PAC


Osservazioni sul piano strategico della PAC presentato dall'Italia