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fiala animali tutti i settoriORIn occasione della settimana europea della Antibiotic Awareness, l'ANMVI sottolinea che la Veterinaria traina l’uso consapevole e che i Medici Veterinari sono stati i primi ad affrontare il problema dell’antibiotico-resistenza.
Risultato? Usi ridotti più negli animali che nell’uomo. L'impegno del settore veterinario non si ferma. Il fai da te e l'e-commerce minacciano l'uso consapevole e richiedono ulteriori sforzi.


L’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani si unisce all’appello delle autorità sanitarie europee e mondiali: è sempre più urgente preservare l’efficacia degli antibiotici, ma per farlo è necessario che tutti i settori della salute aumentino la consapevolezza di un uso appropriato e prudente.

Il settore veterinario è stato il primo ad affrontare il problema dell’antibiotico-resistenza, a darsi obiettivi di riduzione e a mettere in pratica strategie di uso responsabile. Nel 2021, il risultato è che la Veterinaria ha ridotto l’uso di antibiotici più di quanto non sia accaduto in campo umano (fonte: ECDC-EFSA-EMA). Di questo sforzo responsabile hanno preso atto sia la Commissione che il Parlamento Europeo che -decidendo di riservare alle cure umane alcune classi di antimicrobici- non hanno privato la medicina veterinaria di terapie antibiotiche essenziali per le vite degli animali in cura.

L’impegno dei Medici Veterinari continua con il nuovo Regolamento europeo sui medicinali veterinari che, dal 28 gennaio 2022, introdurrà ulteriori norme di rigoroso impiego consapevole degli antibiotici ad uso veterinario, potenziando la farmacosorveglianza e confermando ai Medici Veterinari l’esclusivo potere di prescrivere medicinali per le cure di tutte le specie animali, da reddito e da compagnia.
Inoltre ai Medici Veterinari, sono affidate le visite di sanità animale divenute obbligatorie negli allevamenti europei dal 21 aprile di quest’anno, per migliorare la gestione delle malattie animali e prevenire la loro insorgenza e diffusione.

In Italia, in particolare, i Medici Veterinari sono i primi professionisti della salute a dare un decisivo contributo alla tracciabilità elettronica degli antibiotici prescritti e somministrati. Non solo utilizzando, dal 2019, la ricetta elettronica, ma presto anche con la registrazione elettronica anche dei trattamenti negli animali.

Le sfide da affrontare riguardano il fai da te e le vendite on line. E’ urgente, ribadisce ANMVI, sensibilizzare il pubblico a non ricorrere a cure antibiotiche senza una ricetta medica (per le cure umane) o senza una ricetta del medico veterinario (per le cure negli animali), e a non rivolgersi ai canali di e-commerce dove la vendita di antibiotici è vietata dalla legge. Fondamentale anche la compliance, ossia il rispetto delle indicazioni terapeutiche secondo il principio dell’uso prudente: l’antibiotico “quando serve e quanto serve”. (Comunicato stampa ANMVI)

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