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Presentazione standard1Le attività dei veterinari italiani saranno oggetto di una "fact finding mission" a novembre: la Commissione Europea sarà in Italia per una ricognizione conoscitiva sulle iniziative messe in campo dal nostro Paese per favorire l'uso responsabile degli antimicrobici sia negli animali da compagnia che in quelli da produzione alimentare.


Il Ministero della Salute si prepara alla fact findig mission di novembre: dall'8 al 16 novembre, la Direzione Salute (DgSante) della Commissione Europea procederà ad una ricognizione sul nostro Paese. Non sarà un audit ispettivo, ma uno stato dell'arte sulle misure messe in campo - da tutti i soggetti coinvolti- per favorire l'utilizzo responsabile dei medicinali antimicrobici in veterinaria.

La missione di novembre include incontri con le autorità competenti, con le principali organizzazioni e associazioni di professionisti e di categoria, ma anche "visite per valutare l'attività di veterinari liberi professionisti operanti nel settore degli animali da produzioni di alimenti e degli animali da affezione". La DgSante ha anche previsto delle "visite presso le aziende zootecniche".

Analoghe missioni conoscitive sono già state condotte in 9 Stati Membri: Danimarca, Slovenia, Germania, Finlandia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Cipro, Spagna e Romania (i nomi dei Paesi linkano ai rispettivi report disponibili).

Ad aprile di quest'anno, la Commissione Europea ha pubblicato un report generale sul livello di attuazione- fra gli Stati Membri-  delle Linee Guida sull'uso prudente degli antimicrobici in medicina veterinaria emanate nel 2015. Dal report di aprile emerge che quasi tutti gli Stati Membri hanno individuato delle misure di uso responsabile degli antimicrobici, ma per la Commissione sono essenzialmente due i fattori strategici sui quali fare leva: i medici veterinari (utilizzo razionale) e i consumi  (capacità di rilevazione e di monitoraggio).

L'Europa punta a diventare, entro il 2022, un esempio di best practice, su scala mondiale (timelines delle iniziative), in fatto di corretta gestione degli antimicrobici e di contrasto alle resistenze farmacologiche. Non solo a tutela della salute, ma anche dell'export alimentare.
L'obiettivo è contenuto anche nella risoluzione "One Health" approvata il 13 settembre dal Parlamento Europeo.

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