Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 28369
  
antibiotic dgsantePer la Commissione Europea gli Stati Membri "stanno rispondendo alle sfide della resistenza antimicrobica negli animali". Panoramica degli sforzi compiuti nell'UE per affrontare l'Anti Microbial Resistance (AMR) negli animali. "Incoraggianti segnali" indicano che con il  giusto approccio se ne puà ridurre livello.


Quali sforzi stanno compiendo gli Stati Membri per incoraggiare l'uso prudente degli antimicrobici negli animali? La risposta è nella relazione pubblicata dalla Commissione Europea (Health and Food Safety Directorate), che ha appena concluso una ricognizione fra i vari Stati Membri, per capire quanti fra essi hanno raccolto l'invito all'uso prudente in campo veterinario, contenuto nelle Linee guida dell'Unione del 2015. Non soltanto negli animali da reddito- come evidenziato fin dalla copertina della relazione che porta in bella evidenza l'immagine di un cane e di un gatto- e non soltanto nel territorio unionale in senso stretto, visto l'allargamento dell''indagine a Paesi Terzi come Islanda, Norvegia e Svizzera.

La relazione mette in risalto gli esempi virtuosi, individuando le buone pratiche che si stanno rivelando utili a contrastare la resistenza antimicrobica negli animali e le politiche strategiche per l'utilizzo prudente degli antimicrobici in medicina veterinaria. Se applicate, spiega la Commissione, le buone prassi e le buone strategie contribuiscono a ridurre "significativamente l'uso di antimicrobici in medicina veterinaria senza influire negativamente sul benessere o sulla produttività". Ci sono "segnali incoraggianti" afferma la relazione, che indicano come "questi approcci possono portare a livelli ridotti di AMR".

Raccolta delle informazioni - Le informazioni sono state acquisite dagli Stati Membri attraverso un questionario (Allegato II della relazione) indirizzato alle autorità competenti e alle maggiori organizzazioni nazionali (per l'Italia il Ministero della Salute e la FNOVI), oltre che attraverso una serie di "fact finding missions" condotte nel 2016. 
Le missioni "fact findings" sono state condotte in 9 Stati Membri (Danimarca, Slovenia, Germania, Finlandia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Cipro, Spagna e Romania) Cinque di loro dispongono di strategie AMR comprensive di almeno una delle indicazioni  del Consiglio e della Commissione per un uso prudente di antimicrobici negli animali. Tre Stati stanno invece preparando la loro strategia nazionale AMR strategie, basandola "principalmente su politiche e pratiche già consolidate".
In Italia è prevista una missione "fact findings" nel corso del 2018.

I risultati indicano che "quasi tutti i Paesi hanno messo in atto o stanno sviluppando una serie di politiche strategiche per l'uso prudente degli antimicrobici", che vanno dalla fissazione di obiettivi di riduzione al divieto di utilizzo di CIA (Critically Important Antimicrobials) in alcune specie animali. 
Per la Commissione, "i Veterinari svolgono un ruolo chiave nell'incoraggiare i produttori ad adottare misure preventive che evitino il ricorso ad antimicrobici"  (Prevention is better than cure) e anche nell'adottare decisioni sugli antimicrobici più appropriati da prescrivere (As little as possibile as much as necessary). "Tutto ciò si riscontra nelle politiche adottate dai Paesi che hanno riferito di avere conseguito riduzioni significative, sia pure recenti, degli antimicrobici o un loro sostanziale basso utilizzo".

Monitoraggio- Se da un lato tutti gli Stati interpellati ( fa eccezione  Malta), dispongono di sistemi di raccolta dati sulle vendite di antimicrobici da inviare ad ESVAC, dall'altro sono 11 quelli che hanno messo a punto sistemi di rilevazione dei consumi, pur con differenti criteri e in alcuni casi basati solo su stime tendenziali.  La relazione della Commissione si sofferma su quelli in uso in Finlandia, Danimarca, Paesi Bassi e Germania e sui pro e contro delle varie soluzioni adottate.  

Correlazione fra AMR e utilizzo di Antimicrobici- L'effetto combinato di politiche applicate a tutti i livelli può portare a consistenti riduzioni, fino al 50%, anche nei Paesi che hanno avviato da poco stretegie nazionali insieme ad iniziative di natura volontaria. La Commissione conclude che i fattori che concorrono allo sviluppo dell'AMR sono "molteplici" e questo "rende complicato valutare l'impatto di singole misure specifiche", ma l'analisi dell'andamento delle resistenze e dell'uso di antimicrobici "dimostra che c'è una correlazione fra il calo delle AMR e il calo d'impiego degli antimicrobici".


Report finds Member States are responding to the challenges of antimicrobial resistance in animals

Antimicrobial Resistance – Prudent Use of Antimicrobials in Animals
Report number 2016-6238 "Overview report on measures to tackle antimicrobial resistance (Amr) through the prudent use of antimicrobials in animals"