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leaDiffusi i risultati raggiunti nell'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza. Il Ministero della Salute pubblica la verifica dell'adempimento Regione per Regione. In fatto di prevenzione della salute animale e degli alimenti, 5 Regioni presentano criticità. Dettaglio grafico: dai valori 'normali' agli scostamenti "non accettabili".

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Con il documento Adempimento "mantenimento dell'erogazione dei LEA" attraverso gli indicatori della Griglia Lea, la Direzione Generale della Programmazione Sanitaria ha reso noto la metodologia e i risultati del 2012. La verifica dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza consente alle Regioni di accedere a una quota premiale del 3% delle somme dovute a titolo di finanziamento. La certificazione degli adempimenti avviene mediante l'analisi della documentazione richiesta appositamente alle regioni integrata con informazioni già disponibili presso il Ministero della Salute.

La Griglia Lea- Per la verifica viene utilizzato un set di indicatori (cosiddetta Griglia Lea) che consente di conoscere e cogliere nell'insieme le diversità ed il disomogeneo livello di erogazione dei livelli di assistenza.La selezione degli indicatori riflette da un lato la ripartizione delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) tra i livelli di assistenza e dall'altra le maggiori indicazioni politico-programmatorie.
La Griglia Lea si propone pertanto come uno strumento capace di individuare per le singole realtà regionali quelle aree di criticità in cui si ritiene compromessa un'adeguata erogazione dei livelli essenziali di assistenza e dall'altro canto ne evidenzia i punti di forza. La "Griglia" rappresenta lo strumento principale per il monitoraggio e la verifica dell'effettiva erogazione delle prestazioni sul territorio nazionale.

Risultati
- In fatto di prevenzione veterinaria presentano criticità cinque regioni: Sicilia, Molise, Abruzzo, Puglia (percentuale di allevamenti controllati per brucellosi ovicaprina, bovina e bufalina) e Calabria (prevenzione veterinaria e alimentare). Si tratta di Regioni classificate come adempienti, ma con impegni assunti. La rappresentazione geografica dei risultati consente  una lettura immediata delle performance regionali degli indicatori di Prevenzione Veterinaria sottoelencati e di verificare il grado di aderenza o di scostamento dai valori assunti a riferimento.
Legenda:
Verde =valore normale
Arancione = scostamento minimo
Viola = scostamento rilevante ma in miglioramento
Rosso = scostamento non accettabile

Risultano 'adempienti'- considerato il complesso di tutti gli indicatori  LEA (compresi quelli della Veterinaria)- le Regioni: Emilia Romagna, Toscana,Veneto,Piemonte, Lombardia, Liguria 176,  Umbria, Basilicata, Lazio e Marche; la Regione Campania invece risulta 'critica'.

Indicatori della Prevenzione Veterinaria
- Nel Livello di Assistenza relativo alla Prevenzione, la Griglia Lea contempla indicatori di prevenzione in sanità animale e di salute degli alimenti. In particolare:

  • Prevenzione Sanità animale - Gli indicatori misurano alcuni aspetti di sanità animale che impattano in modo rilevante sulla salute dei cittadini finalizzati al controllo diretto ed indiretto delle zoonosi.-MALATTIE ANIMALI TRASMISSIBILI ALL'UOMO - Percentuale di allevamenti controllati per TBC bovina e trend della prevalenza.
Viene conteggiata la percentuale degli allevamenti controllati rispetto a quelli soggetti al controllo, che sono individuati in relazione allo stato sanitario del territorio. Il punteggio è correlato all'ulteriore condizione: mantenimento della qualifica di Ufficialmente indenne e/o prevalenza delle aziende infette e relativo trend (la prevalenza è la percentuale delle aziende infette sul totale delle aziende. Per il calcolo della prevalenza si considera l'azienda come unità epidemiologica).
pdfRISULTATI_CONTROLLI_TBC_BOVINA.pdf145.45 KB

-MALATTIE ANIMALI TRASMISSIBILI ALL'UOMO - Percentuale di allevamenti controllati per BRUCELLOSI ovicaprina, bovina e bufalina e, per le Regioni di cui all'OM 14/11/2006 il rispetto dei tempi di ricontrollo e dei tempi di refertazione degli esiti di laboratorio in almeno l'80% dei casi e riduzione della prevalenza per tutte le specie.
Per la brucellosi viene considerata, per ciascuna specie (bovini, bufalini e ovicaprini), la percentuale degli allevamenti controllati sul totale di quelli soggetti a controllo, che sono individuati in relazione allo stato sanitario del territorio. Il punteggio è correlato all'ulteriore condizione: - mantenimento della qualifica di Ufficialmente indenne e/o, prevalenza delle aziende infette e relativo trend (la prevalenza è la percentuale delle aziende infette sul totale delle aziende. Per il calcolo della prevalenza si considera l'azienda come unità epidemiologica).
Per le Regioni destinatarie delle specifiche disposizioni previste dall' OM 14/12/2006 e seguenti, il punteggio è correlato ad  ulteriori condizioni, da valutare attraverso il sistema informativo SANAN:
- rispetto dell'80% dei tempi di ricontrollo
- rispetto dell'80% dei tempi di refertazione degli esiti di laboratorio
- prevalenza con trend in diminuzione per tutte le specie
Il linea generale i criteri di valutazione sono stati definiti con i seguenti obiettivi:
- attribuire il punteggio massimo alle Regioni che garantiscono lo status sanitario ottimale
- attribuire un punteggio inferiore alle Regioni che mostrano un trend di infezione in peggioramento
- valutare le Regioni che hanno avuto maggiori difficoltà nell'attuazione del Piano di eradicazione, contestualmente al grado di utilizzo degli strumenti ad hoc, che il Paese
pdfRISULTATI_CONTROLLI_BRUCELLOSI.pdf189.42 KB

- ANAGRAFI ANIMALI - Controlli delle popolazioni animali per la prevenzione della salute animale ed umana: percentuale di aziende ovicaprine controllate (3%) per anagrafe ovicaprina
La percentuale dei controlli da eseguire annualmente è stabilita dai Regolamenti comunitari vigenti. Per l'anno 2012 la soglia prevista dal Reg 1505/06 è stata fissata al 3%.
pdfRISULTATI_CONTROLLI_PER_ANAGRAFE_OVICAPRINA.pdf112.89 KB
  • Prevenzione Salute degli alimenti
-CONTAMINAZIONE DEGLI ALIMENTI - Controlli per la riduzione del rischio di uso di farmaci, sostanze illecite e presenza di contaminanti nelle produzioni alimentari e dei loro residui negli alimenti di origine animale: percentuale dei campioni analizzati su totale dei campioni programmati dal Piano Nazionale Residui - L'indicatore misura la percentuale di attuazione da parte delle Regioni del Piano Nazionale, finalizzato alla ricerca di Residui di farmaci e contaminanti negli alimenti di origine animale - Decreto legislativo n.158/06.
L'indicatore misura il grado di realizzazione del Piano nazionale residui (PNR), programma nazionale di sorveglianza e di monitoraggio della presenza, negli alimenti di origine animale, di residui di sostanze chimiche che potrebbero essere dannose per la salute pubblica, applicato ai sensi del D.Lgs 158/2006, che recepisce le Direttive comunitarie 96/22/CE e 96/23/CE. Il Piano, oltre alla valenza in termini di prevenzione per la salute umana, è uno strumento dissuasivo nei confronti dell'impiego di trattamenti illeciti sugli animali da produzione alimentare. Per il denominatore: Il numero dei campionamenti programmati per regione dal PNR, predisposto annualmente dal Ministero e diramato alle Regioni Per il numeratore: il numero dei campioni analizzati, verificato attraverso i dati forniti al Ministero dalle Regioni con il Sistema informativo NSIS-PNR
pdfRISULTATI_CAMPIONI_PNR.pdf111.15 KB

- CONTROLLO SANITARIO SU ALIMENTI IN FASE DI COMMERCIALIZZAZIONE E SOMMINISTRAZIONE: Percentuale di campionamenti effettuati sul totale dei programmati, negli esercizi di commercializzazione e di ristorazione, articoli 5 e 6 del DPR 14/07/95- L'indicatore misura la percentuale di campionamenti effettuati negli esercizi di commercializzazione e di ristorazione, rispetto a quelli previsti dagli articoli 5 e 6 DPR 14/07/95 (elementi desumibili mediante "modello" A del DM 08/10/98), finalizzato al controllo della corretta manipolazione e conservazione degli alimenti da parte dei suddetti operatori del settore alimentare.
L'indicatore misura il grado di applicazione da parte delle regioni delle attività di controllo analitico (chimico e microbiologico) nelle fasi della commercializzazione o somministrazione (ristorazione pubblica e ristorazione collettiva) degli alimenti pronti al consumo. Ciò consente, in un'ottica di controllo integrato di filiera "dal campo alla tavola", il monitoraggio dell'ultima fase della catena di produzione, in cui è ancora possibile prevenire i rischi prima dell'assunzione degli alimenti. Per il denominatore*: numero minimo di campioni raccomandato dal DPR 14 luglio 1995 che detta criteri uniformi per l'elaborazione dei programmi di controllo ufficiale degli alimenti e bevande. Per il numeratore: numero di campioni analizzati, comunicati al Ministero della salute con il Modello A del D.M. 8 ottobre 1998.* sino al termine delle attività del gruppo di lavoro congiunto Ministero-Servizi regionali per l'aggiornamento dei parametri di riferimento, restano validi quelli fissati dai citati artt. 5 e 6.
pdfRISULTATI_CAMPIONAMENTI.pdf324.81 KB


pdfADEMPIMENTI__LEA_2012.pdf4.28 MB (Documento integrale)

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