In audizione sulla riforma di 15 Ordini (sanitari esclusi) Confprofessioni ha ribadito dubbi di metodo e chiesto una cabina di regia per i decreti attuativi.
In Commissione Giustizia, alla Camera, Confprofessioni
avanza due ordini di critiche al processo di riforma delle professioni italiane: la frammentazione della riforma in quattro distinti disegni di legge e il rischio di un «cannibalismo» di competenze tra professioni. Il
disegno di legge Nordio-Calderone, già approvato al Senato, ha subito modifiche che hanno mantenuto o peggiorato le divisioni tra professioni intellettuale, lamentate da Confprofessioni sin dall'inizio dell'iter legislativo.
Un quadro normativo comune per ricomporre la frammentazione - Su materie trasversali come le società tra professionisti, l’equo compenso, la formazione e l’accesso alla professione, Confprofessioni chiede un quadro normativo comune, per ricomporre il quadro frammentato degli interventi di riforma: oltre al Ddl Nordio-Calderone, ci sono altri tre percorsi di riordino: quello delle professioni sanitarie proposto dal Ministro Schillaci e quelli indipendenti per l'ordinamento forense e dei commercialisti.
Perimetrazione delle attività riservate- "Vi è poi un profilo delicato- fa notare Confprofessioni- che attiene alla perimetrazione delle attività riservate, per prevenire il rischio di un «cannibalismo» di competenze tra professioni". La creazione di riserve anche in materia di consulenza, secondo Confprofessioni può generare possibili conflitti relativamente ad aree di consulenza che oggi risultano oggetto dell’esercizio di più professioni.
Cabina interministeriale per i decreti delegati - "Occorre, a questo punto, imprimere un’accelerazione a tutti i procedimenti- è la proposta di Confprofessioni al Legislatore- al fine di portare a compimento le deleghe entro il termine della legislatura; e lavorare, poi, in parallelo sulla redazione dei decreti delegati, per impedire che i nuovi quadri regolativi entrino in vigore in momenti diversi. È nei decreti delegati che "la materia entra nel vivo". La richiesta di Confprofessioni è che l'attuazione della delega sia "aperta a tutte le componenti del mondo professionale e non ai soli ordini". Obiettivo che potrebbe realizzarsi con una cabina di regia interministeriale, una proposta già condivisa da numerosi soggetti auditi nel corso della prima lettura.
Modifiche migliorative- Fra gli aspetti della riforma apprezzati da Confprofessioni ci sono le misure per l’eliminazione della duplicazione del contributo integrativo previdenziale a carico dei professionisti che si aggregano in società di capitali, in cooperative o in associazioni di professionisti. Apprezzata anche la riaffermazione dell'equo compenso, e la previsione del rimborso delle spese di tirocinio e la possibilità di riconoscere, con apposito contratto, un’indennità o un compenso commisurati all’apporto fornito.