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AUDIT DGSANTE

PSA, in revisione biosicurezza e deroghe alle movimentazioni

PSA, in revisione biosicurezza e deroghe alle movimentazioni
Nel 2027 l'Italia potrà contare su nuovi provvedimenti per potenziare la biosicurezza negli allevamenti suini e ottimizzare le deroghe ai divieti di movimentazione dei suini.


E' complessivamente elogiativo il rapporto della Direzione Generale Salute (DgSante) della Commissione Europea sui progressi compiuti dall'Italia contro la Peste Suina Africana. L'Italia "dispone di un sistema di controllo strutturato, sostenuto da un quadro normativo chiaro, strumenti informatici, personale qualificato e un gruppo di esperti attivo". Ma "pratiche quotidiane non uniformi in alcuni allevamenti continuano a favorire la formazione di cluster di infezione". Parallelamente, il depopolamento italiano, valutato positivamente e riconosciuto come "ambizioso" risente della "scarsa segnalazione di carcasse".  La DgSante mette anche l'accento sugli spostamenti di animali e prodotti: "l'autorizzazione alla movimentazione può comportare un rischio residuo"

Un sistema di controllo strutturato-  - Il rapporto riguarda un audit condotto in Italia dal 15 al 26 settembre 2025 con l'obiettivo di valutare i progressi compiuti dalle autorità veterinarie nel risolvere le criticità emerse durante il precedente audit del 2023.  Il rapporto evidenzia come l'Italia abbia rafforzato numerosi aspetti del controllo della PSA rispetto al precedente audit, in particolare nei settori della tracciabilità, della sorveglianza, della capacità di laboratorio, dei controlli sulla movimentazione e dell'attuazione coordinata delle misure in diverse zone. "L'Italia dispone di un sistema di controllo strutturato, sostenuto da un quadro normativo chiaro, strumenti informatici, personale qualificato e un gruppo di esperti attivo. Le linee guida, la comunicazione e le campagne di sensibilizzazione contribuiscono a garantire che le parti interessate siano informate e a favorire la tempestiva segnalazione dei casi".

Le barriere e le zone di contenimento -
La DgSante attribuisce un ruolo rilevante alle azioni di barrieramento e di contenimento nel ritardare la diffusione del virus in diverse aree, "mentre l'infezione persiste nelle regioni caratterizzate da territori impervi o da un'elevata densità di cinghiali".

Quattro raccomandazioni- Alle quattro raccomandazioni finali del rapporto- pubblicato il 18 settembre scorso- l'Italia ha già fatto seguire commenti e risposte nel mese di luglio.residue raccomandazioni l'Italia ha risposto fornendo il dettaglio delle azioni in corso e di quelle che verranno avviate nel 2027. Le raccomandazioni riguardano i seguenti aspetti:
- uniformare la biosicurezza negli allevamenti
- riduzione dei cinghiali e confinamento degli infetti
- spostamenti di suini vivi da stabilimenti in zone soggette a restrizioni per la PSA 
- rilevamento tempestivo della malattia nei cinghiali

Biosicurezza disomogenea negli allevamenti- Il sistema di tracciabilità e registrazione dei suini domestici agevola una risposta rapida in caso di focolaio. I programmi di biosicurezza e le ispezioni basate sull'analisi del rischio hanno portato a miglioramenti in molte regioni, sebbene pratiche quotidiane non uniformi in alcuni allevamenti continuino a favorire la formazione di cluster di infezione. La raccomandazione è di "adottare misure idonee a migliorare l'efficacia delle misure di biosicurezza applicate dagli operatori degli allevamenti suini, in due modi:  valutandone l'adeguatezza ai fini della mitigazione dei fattori di rischio prevalenti; effettuando controlli ufficiali per verificarne la corretta applicazione". 

A luglio il Ministero della Salute ha risposto che è in corso la revisione del Decreto Ministeriale sulla biosicurezza, per potenziare l'efficacia delle misure di biosicurezza negli allevamenti suini,Contestualmente, la risposta evidenzia le misure in atto come il "Manuale esplicativo per i controlli ufficiali negli allevamenti suini ad alta capacità", che illustra nel dettaglio i criteri della nuova checklist Classyfarm. Uno strumento  sviluppato sia per uniformare la terminologia sia per agevolare l'interpretazione dei requisiti, garantendo controlli armonizzati e univoci su tutto il territorio nazionale.

Movimentazioni- I controlli sulla movimentazione di animali e prodotti sono ben strutturati ed efficaci laddove siano soddisfatti i requisiti di biosicurezza e sorveglianza. Nei casi in cui la protezione degli allevamenti è più carente, l'autorizzazione alla movimentazione può comportare un rischio residuo. Gli adeguamenti continui delle misure sono supportati da attività di supervisione, monitoraggio dei dati e coordinamento, sebbene i ritardi nelle verifiche durante la fase di emergenza ne limitino l'attuazione in tutte le regioni.

L'Italia risponde di avere avviato una revisione del sistema di controllo per la concessione di deroghe ai divieti di movimentazione dei suini.  "Tale riforma - spiega il Ministero- mira a consolidare il quadro delle deroghe e a garantirne un'applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale, rafforzando i requisiti di biosicurezza potenziata".

Cinghiali: obiettivi di riduzione ambiziosi- Le misure di controllo applicate alle popolazioni di cinghiali sono capillari. L'abbattimento coordinato e le norme di biosicurezza hanno ridotto la densità delle popolazioni e contribuito a contenere la PSA in diverse aree, "anche se i progressi risultano disomogenei a causa di obiettivi di riduzione ambiziosi e della limitata disponibilità di dati sulla popolazione".

Al riguardo, il Ministero risponde con il Piano di gestione del cinghiale: la strategia per il biennio 2026-2028 prevede una revisione approfondita dele azioni di cattura, abbattimento e gestione delle carcasse di cinghiale nelle aree indenni. Il documento- spiega il Ministero-  conferma l'obiettivo prioritario di un contenimento capillare della specie su tutto il territorio nazionale, calibrando gli interventi nei diversi contesti regionali in base al rischio epidemiologico, agli impatti sulla biodiversità e alla tutela delle attività umane.

Scarse segnalazioni e scarse risorse- La sorveglianza sui suini domestici e sui cinghiali è ben sviluppata e si avvale di monitoraggio continuo, ricerca delle carcasse e una rete di laboratori affidabile. L'individuazione dei casi è generalmente tempestiva, "sebbene la scarsa segnalazione delle carcasse e le risorse limitate in alcune zone ne riducano la sensibilità". Le procedure di risposta ai focolai e i piani di emergenza hanno contribuito al contenimento della malattia, anche se il verificarsi simultaneo di focolai in grandi allevamenti può rallentare le operazioni di abbattimento e smaltimento.

Il Ministero fa notare che l'organizzazione della sorveglianza passiva dei cinghiali – basata anche sull'evoluzione della situazione epidemiologica e sull'attuazione di ulteriori misure specificamente volte alla gestione e al contenimento delle popolazioni di cinghiali – è stata significativamente potenziata. Tale miglioramento riguarda non solo le attività differenziate e mirate e l'adeguamento degli obiettivi di riduzione della popolazione, ma anche la ricerca delle carcasse, con l'impiego di cani (detection dogs), grazie all'accordo siglato nel 2025 con l'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI).


Evaluation of the implementation of animal health controls in relation to African swine fever