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VETERINARI SOTTO MINACCIA CRIMINALE

Lettera minatoria a Macrì, Anmvi scrive a Schillaci e Piantedosi

Lettera minatoria a Macrì, Anmvi scrive a Schillaci e Piantedosi
"Da tempo, legalità e giustizia avrebbero dovuto impedire l’ennesimo gesto criminale ai danni di un Veterinario Ufficiale". Lo scrive l'ANMVI ai Ministri della Salute e dell'Interno dopo la lettera minatoria recapitata al Dirigente Veterinario Roberto Macrì. Per la vittima ancora nessun segno tangibile di protezione. L'ANMVI chiede l'adozione urgente di un protocollo di prevenzione e di intervento specifico per la professione veterinaria.
"Chiediamo che venga presa urgentemente in considerazione l’adozione di uno specifico protocollo di prevenzione e di intervento per la professione veterinaria tutta, unitamente ad ogni altra azione possibile in base ai compiti attribuiti all'Osservatorio istituito dal Decreto Salute-Interno 13 gennaio 2022".  Lo chiede l'Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) ai Ministri Salute e dell'Interno Orazio Schillaci e Matteo Piantedosi ai quali fa riferimento l'Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e sociosanitarie. La richiesta dell'ANMVI, firmata dal Presidente Marco Melosi è stata inoltrata anche al Sottosegretario di Stato alla Salute On Marcello Gemmato.

La segnalazione dell'Anmvi all'Osservatorio ministeriale- L'Anmvi ha ritenuto di segnalare formalmente all'Osservatorio i fatti di sabato 5 agosto, quando nella buca delle lettere della sua abitazione, il dirigente veterinario Roberto Macrì ha trovato una lettera contenente esplicite minacce alla sua persona. Si è trattato dell’ennesimo atto intimidatorio riconducibile alla sua attività istituzionale presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro (sede di Soverato). Il dottor Macrì ha prontamente consegnato la lettera minatoria alle Forze dell’Ordine, informandone i vertici della sua Asl. Notizie di stampa  riferiscono che la Procura della Repubblica di Catanzaro ha aperto un fascicolo d’indagine.

Un protocollo ad hoc- "A distanza di settimane dai fatti, desideriamo conoscere quali iniziative tangibili di protezione e di prevenzione siano state adottate a tutela della sua persona e della sua attività ufficiale. Ci auguriamo- scrive l'Anmvi-  che il dottor Roberto Macrì possa presto ricevere una espressione tangibile di vicinanza istituzionale, peraltro attesa da tutta la Categoria Medico Veterinaria". Proposte in tal senso sono già state presentate al Ministero della Salute dall'Aivemp, Associazione Nazionale Veterinaria di Sanità Pubblica.

Una legge inadeguata e le lacune dell'Osservatorio- "Da tempo, legalità e giustizia avrebbero dovuto impedire l’ennesimo gesto criminale ai danni di un Veterinario Ufficiale. Quanto accaduto - prosegue il Presidente dell'Anmvi- ci rafforza invece nella convinzione che la Legge 14 agosto 2020, n. 113 (Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie nell'esercizio delle loro funzioni) non sia adeguatamente focalizzata sul contesto della professione veterinaria. Basti dire che il primo rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e socio-sanitarie -pur evidenziando come “il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario assuma una particolare rilevanza nell’ambito della medicina veterinaria” - non fa alcun cenno sull’esposizione alla criminalità.

La solidarietà non basta- La professione veterinaria, nello svolgimento delle mansioni ufficiali che le sono proprie, subisce comportamenti intimidatori di stampo criminale non derubricabili come episodici né come geo localizzabili. Le espressioni di solidarietà, doverose in forma pubblica, non sono sufficienti a restituire serenità d’esercizio professionale con grave detrimento per l’efficacia di funzioni che attengono alla sanità pubblica generale. Per questo, l'Anmvi chiede l'urgente adozione di un protocollo specifico di prevenzione, protezione e intervento per la professione veterinaria.

Sotto intimidazione da più di vent'anni-  Coraggiosamente, Roberto Macrì denuncia pubblicamente tutte le intimidazioni di cui è ripetutamente vittima. Nel 2011 lo fece organizzando un convegno nel lametino che vide ospite il Procuratore Nicola Gratteri. L’outing sulla sua vicenda scoperchiò un vasto scenario di pressione criminale ai danni di altri Veterinari ufficiali, non solo in Calabria, al quale non è ancora stata data una adeguata risposta dalle istituzioni.
Professionista integerrimo, alle spalle una carriera professionale al servizio delle istituzioni, Roberto Macrì a giugno di quest’anno ha ricevuto la benemerenza per quarant’anni di iscrizione all’Albo Professionale dei Medici Veterinari con consegna di Medaglia e Pergamena in occasione del Caduceo d’Oro, a Catanzaro.
Macrì è da anni vittima, con la sua famiglia, di una escalation di azioni intimidatorie, riconducibili alla sua attività di Veterinario Ufficiale: “Muri imbrattati, minacce di morte, buste con proiettili a chiaro sfondo intimidatorio. Sul muro di casa una croce con la scritta: “Questo è l’ultimo avvertimento”. In precedenza, davanti all'abitazione di Chiaravalle una testa di capretto mozzata. Nel mirino anche il casolare di campagna, dove molti anni fa ha trovato una bottiglia incendiaria con accendino, per poi restare bersaglio di proiettili sparati da un’auto in corsa”. (…) Nel tempo la Procura – ricostruisce Stefania Papaleo per la stampa locale- "è venuta in possesso di “Carte e foto allegate, quelle della bombola di gas con un accendino lasciata davanti al portone della sua casa a Chiaravalle, di una rudimentale molotov lanciata presumibilmente da una macchina in corsa che, fortunatamente, non è esplosa. Poi le scritte ingiuriose sulle pareti esterne di casa, crivellate di colpi".

La rabbia degli Ordini Calabresi-"Non si contano più tali vicende che, in forme palese od occulte, vedono coinvolgere la nostra categoria con percentuali preoccupanti e sempre in incremento". I Presidenti degli Ordini esprimono "rabbia" in un comunicato stampa di solidarietà al Collega Roberto Macrì che è anche una invettiva alla politica e alle istituzioni. Primi, insieme alla Fnovi, a testimoniare solidarietà a Macrì, gli Ordini di Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Vibo Valentia  e Crotone chiedono “battaglioni” di protezione per i Medici Veterinari.

Nell'immagine la sede della ASP di Soverato (Catanzaro).
Foto Google Map.

Veterinari aggrediti, "fenomeno di particolare rilevanza"