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alimenti orI consumatori italiani sono fra i meno preoccupati d'Europa in fatto di sicurezza alimentare, di garanzie di controllo e di salubrità dei cibi. Ma rivelano il più basso grado di consapevolezza. In cima ai timori dei consumatori europei c'è l'aumento dei prezzi. Garanzie sanitarie ormai acquisite. Più attenzione ai risvolti etici, nutrizionali e ambientali dell'alimentazione.

Sulle scelte alimentari degli europei pesa soprattutto il costo degli alimenti, diventato il principale fattore di influenza sugli acquisti. Quasi la metà dei cittadini dell'Unione Europea continua a  considerare importante anche la sicurezza alimentare, ma il 41% di loro dà ormai per scontato che gli alimenti in tavola siano sicuri. Lo rileva una indagine di Eurobarometro, commentata dall'EFSA. 

Cosa preoccupa di più-  Dopo il caro-prezzi, gli aspetti etici, nutrizionali, e ambientali sono al centro delle attenzioni dei cittadini europei. Del tutto marginali, invece, altri aspetti come il controllo della sicurezza alimentare, che preoccupano meno di un europeo su dieci. Sullo sfondo arretrano anche altre questioni, come le informazioni sul prodotto e sul suo confezionamento, così come la contrapposizione tra alimenti biologici/naturali o artificiali. L'Italia spicca fra gli altri Paesi Europei per una maggiore sensibilità ai contaminanti (antibiotici, batteri, prodotti chimici, fertilizzanti, metalli, microplastiche, pesticidi negli alimenti, plastica, steroidi, virus). Al contrario, additivi, conservanti e aromi preoccupano gli italiani molto meno (54%) degli altri consumatori europei. Ancora più bassa l'attenzione per gli ingredienti geneticamente modificati che in Italia scende al 46%. Al tema delle microplastiche negli alimenti fa caso solo il 30% degli italiani.

La provenienza e la sicurezza degli alimenti- E' uno dei fattori di scelta più indicati dai cittadini europei. Ma è l'Italia a dare al fattore-provenienza una importanza pari a quello della sicurezza alimentare. I due fattori vengono infatti accoppiati nel momento più decisivo della scelta d'acquisto. Da sole, le garanzie di sicurezza alimentare influenzano il 59% dei consumatori.

Indice di consapevolezza- Complessivamente, l'analisi dell'indice di consapevolezza mostra che, in 12 paesi, almeno un quinto degli intervistati ha un livello molto alto di consapevolezza sui temi della sicurezza alimentare. Le maggiori percentuali si osservano in Slovenia (45%), Svezia (38%) e Paesi Bassi (35%). All'estremità opposta dello spettro Italia e Malta, entrambi con un indice di consapevolezza del 10%.

I residui e le malattie animali- I consumatori tedeschi e italiani sono i più consapevoli del rapporto fra sicurezza alimentare e residui (antibioci/ormoni/sterodi). Mentre i cittadini del Portogallo sono i più interessati ai dati sulle malattie riscontrate negli animali. Il 46% degli italiani dichiara di avere sentito parlare anche di residui di pesticidi e il 36% di essere al corrente dei controlli sui materiali a contatto degli alimenti.

Il costo degli alimenti
- Il prezzo influenza il 40% dei consumatori nazionali, molto al di sotto di altri Paesi come il Portogallo, dove il 74% dei consumatori compie scelte d'acquisto influenzate dal prezzo.

Impatto one health del benessere animale - La grande maggioranza (88%) degli intervistati in tutta l'UE pensa che problematiche ambientali (stato dell'ambiente circostante (es. suolo, acqua, e aria) e problematiche e benessere degli animali (natura e selvatici, animali domestici - sia bestiame che animali domestici - e benessere di animali da allevamento, ad es. durante il trasporto) abbiano un impatto sulla salute umana "fra moderato e forte". Il solo benessere animale è considerato a "forte impatto" dal 55% degli europei. In Italia l'impatto del benessere animale è considerato "forte" dal 60% dei rispondenti.
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2022 Eurobarometer on Food Safety in the EU