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green agricoltore campoRaggiunta dal Consiglio europeo l'intesa sulla futura politica agricola comune. Gli standard ambientali diventano il nuovo fattore di competitività per gli agricoltori europei. Dopo due anni e mezzo di negoziati gli Stati Membri fanno entrare il Green Deal nella PAC: la performance ambientale conterà più della compliance.


Oggi i Ministri dell'Agricoltura Europei hanno approvato una posizione negoziale (general approach) sulla politica agricola comune (PAC) post-2020. Gli Stati membri hanno assunto alcuni "forti impegni" sul fronte dell'ambiente, che introducono nella futura politica agricola europea  degli "eco-schemi obbligatori".

Si tratta di una assoluta novità rispetto all'attuale politica agricola. La posizione concordata oggi accorda agli Stati membri una certa flessibilità su come raggiungere gli obiettivi ambientali e su quali pratiche green allocare i fondi, ma saranno obbligati a dimostrare una maggiore ambizione ambientale rispetto ad oggi. Si prevede anche una fase pilota di due anni per gli eco-schemi.

L'intesa raggiunta con la formula del general approach consente al Consiglio di avviare i negoziati con il Parlamento europeo. Per Julia Klöckner, Ministro dell'Agricultura della Germania, il Paese che presiede il semestre in corso, l'accordo di oggi "è una pietra miliare per la politica agricola europea". L'accordo di oggi arriva dopo due anni e mezzo di negoziati che hanno attraversato cinque presidenze europee.

La performance vs la compliance- La riforma della PAC si baserà sul "new delivery model". Saranno cioè privilegiate le performance (le effettive prestazioni ambientali raggiunte) rispetto alla compliance (conformità alle regole). I Paesi potranno scegliere gli strumenti e le azioni migliori a loro disposizione, anche tenendo conto delle specificità nazionali, per conseguire gli standard concordati a livello dell'UE. Standard che dovranno essere più elevati degli attuali per poter ricevere il sostegno finanziario dell'Unione Europea.

Condizionalità- Gli agricoltori riceveranno sostegno finanziario a condizione di adottare pratiche benefiche per il clima e l'ambiente. Se supereranno i requisiti ambientali e climatici di base adottando degli "eco-schemi ("programmi ecologici") avranno un sostegno finanziario aggiuntivo (limitato al 20%), collegato alle risorse dei pagamenti diretti. Per questo surplus di condizionalità è prevista una transizione di due anni per dare agli Stati Membri il tempo di familiarizzare con la novità degli eco-sistemi.

Esempi di eco-sistemi- Vi possono rientrare pratiche come l'agricoltura di precisione e l'agricoltura biologica, ma gli Stati membri sono liberi di progettare strumenti propri, sulla base delle loro esigenze.

Anche i piccoli agricoltori- Tutte le imprese agricole, anche le più piccole, saranno vincolate a standard ambientali più elevati. Per aiutare i piccoli agricoltori nella transizione verde, si prevedono controlli semplificati e minori oneri amministrativi.

Council agrees its position on the next EU common agricultural policy
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