Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 25868
  
siringamanoguantiflaconePer misurare i progressi nella lotta alle resistenze, il PNCAR individua alcuni indicatori di sorveglianza (percentuali di riduzione) del consumo di antibiotici in ambito umano e veterinario. Verso la categorizzazione degli allevamenti in base al livello di rischio (sanitario, benessere animale e consumo di medicinale veterinario) nello sviluppo dell’AMR.
La riduzione del fenomeno dell’AMR (AntiMicrobial Resistance) è "un obiettivo centrale" del primo Piano nazionale di contrasto alle resistenze antimicrobiche. E' realizzabile tramite "un sistema informatizzato in grado di tracciare il percorso produttivo e distributivo dei medicinali veterinari, funzionale al monitoraggio dell'AMR attraverso strumenti di analisi delle vendite e del consumo".

Se i dati di sorveglianza ESVAC si basano sui volumi di vendita dei medicinali veterinari, il Piano Nazionale di Contrasto all'Anti-Microbico-Resistenza (PNCAR 2017-2020) utilizza il criterio del loro consumo- utilizzando degli indicatori- espressi in percentuale di riduzione dei consumi- per misurare i progressi nell'attuazione del Piano stesso. I valori percentuali di riduzione- sia in ambito umano che veterinario- rappresentano obiettivi da raggiungere entro il 2020, rispetto all'anno 2016.

Riduzione >10%

-del consumo d antibiotici sistemici in ambito territoriale (i consumi vengono calcolati in DDD/1000 abitanti-die)
-del consumo territoriale di fluorochinoloni (in DDD/1000 abitanti-die)
-del consumo ospedaliero di fluorochinoloni (in DDD/1000 giornate di degenza)
Riduzione >5%
- del consumo di antibiotici sistemici in ambito ospedaliero (DDD/100 giornate di degenza)
Riduzione >30%
- del consumo di antibiotici (ATCvet group ESVAC) nel settore veterinario;
- antibiotici (ATCvet group ESVAC protocol) nelle formulazioni farmaceutiche per via orale (premiscele, polveri e soluzioni orali) nel settore veterinario;
Riduzione >10%
-del consumo dei Critically Important Antimicrobials (ATCvet group ESVAC protocol) nel settore veterinario;
Riduzione a livelli di 5 mg/PCU
-del consumo della colistina (ATCvet group ESVAC protocol) nel settore veterinario.
I consumi vengono calcolati in mg di sostanza attiva/kg biomassa/anno. Formula per calcolare l’indicatore: [(Consumi 2020/Consumi 2016)-1]*100.

Conseguenze dell'AMR sulle produzioni- .Nel settore veterinario viene consumato oltre il 50% degli antibiotici utilizzati globalmente. Il PNCAR 2017-2020, parte da questo dato, che considera  un serio rischio di selezione e diffusione di batteri resistenti, sia commensali che zoonotici. Oltre che per l'uomo, un utilizzo scorretto di agenti antimicrobici in medicina veterinaria può rappresentare un rischio anche per la salute degli animali allevati e degli stessi allevatori, con conseguenze economiche sulle produzioni e sull’efficienza degli allevamenti.  Presso la Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci (DGSAF)  è stato istituito il “Gruppo di lavoro per il monitoraggio, la sorveglianza e il contenimento della resistenza agli antimicrobici dei batteri zoonotici e commensali” a supporto della Direzione stessa nella valutazione dell’andamento dell’AMR.

Categorizzazione degli allevamenti in base al rischio AMR -La DGSAF ha anche finanziato un  progetto multidisciplinare, con l’intento di individuare e raccogliere indicatori utili per la categorizzazione delle aziende zootecniche in base al livello di rischio (sanitario, benessere animale e consumo di medicinale veterinario) nello sviluppo dell’AMR. Tale progetto- presentato alla 72° Fiera Zootecnica di Cremona- permette di disporre di immediate e dirette informazioni circa gli aspetti relativi a: pratiche di allevamento, status sanitario storico ed attuale, biosicurezza e benessere animale, per investigare in modo più approfondito la congruità dell’uso del medicinale veterinario, consentendo alle Autorità competenti la valutazione delle politiche adottate e/o da adottare di riduzione dell’utilizzo del medicinale veterinario per il contrasto del fenomeno dell’antimicrobico-resistenza.

Con l’intento di ridurre e razionalizzare il consumo degli antibiotici il Ministero ha predisposto un progetto portato avanti dall’Istituto Zooprofilattico di Brescia, dall’università di Parma e dalla Regione Lombardia su un primo gruppo di 50 allevamenti. Il progetto ha consentito la creazione di un modello operativo di raccolta dati che, da questo gruppo di aziende suinicole, consentirà di essere esteso a tutta la filiera. I dati raccolti sono già un preciso osservatorio sui criteri di rischio sanitario basati su biosicurezza, benessere animale e consumo di farmaci. I rilevamenti sono stati monitorati sugli animali in accrescimento e le lesioni sulle carcasse sono state rilevate in macello e sottoposte ad analisi per antibiotico resistenza.
Utilizzo dei cookie: Acconsenti all'utilizzo di cookie di terze parti?
Leggi l'informativa o