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caddogorLa puntata di Report dedicata al pet food è stata un’occasione mancata. Considerata l'esperienza giornalistica della trasmissione, ci saremmo aspettati un’indagine utile a far conoscere una realtà che coinvolge il 50% delle famiglie italiane.
Purtroppo non è stato così. Si è avuta la netta impressione che l’obiettivo della trasmissione fosse solo quello di screditare il mercato del pet food, un obiettivo talmente evidente da non esitare a screditare anche i veterinari per animali da compagnia che consigliano il petfood ai loro pazienti.

Più che sulla dieta casalinga - che solo nei casi di formulazione e prescrizione da parte di un veterinario nutrizionista può per completezza ed equilibrio essere sostitutiva del petfood - la trasmissione ha puntato sull'alimentazione 'fai da te', basata sugli scarti di cucina, un'opzione certamente sconsigliabile, anche per le diverse esigenze nutrizionali delle persone rispetto a quelle di cani e gatti.

La SCIVAC (Società Culturale Veterinari per Animali da Compagnia)- oggi la più importante società del settore- fin dagli esordi nel campo dell'aggiornamento scientifico ha approfondito gli aspetti nutrizionali e produttivi del petfood; già negli anni Ottanta, la SCIVAC visitava alcuni centri di studio e produzione, confrontandosi con le esperienze della comunità veterinaria internazionale, soprattutto con esperti americani ed inglesi che erano già in grado di portare evidenze scientifiche a sostegno dei prodotti industriali, in antitesi ad una scarsa cultura nutrizionale (appunto basata sugli scarti alimentari) che trascurava l'importanza dell'alimentazione nel benessere e nella longevità di cani e gatti.

L'attenzione della SCIVAC si è spostata anche sui cambiamenti sociali, che nell'arco di vent'anni hanno modificato profondamente le abitudini di vita e lavoro degli italiani: una indagine del 2005 promossa dalla Società fra i propri iscritti evidenziava la diffusione esponenziale del pet food nei proprietari di animali da compagnia e un gradimento legato anche alle garanzie di sicurezza alimentare. Il cibo industriale per cani e gatti soggiace a regolamenti europei di igiene e sicurezza alimentare che impongono - diversamente da quanto dichiarato da Report- norme e controlli ufficiali proprio come avviene per l'alimento destinato al consumo umano.

A distanza di dieci anni, è in corso una nuova consultazione fra i Medici Veterinari. Le oltre duemila compilazioni che sono pervenute fino ad ora confermano una esperienza professionale pluriennale (ultra ventennale in alcuni casi) di valutazione delle scelte nutrizionali e alimentari dei proprietari di cani e gatti in Italia.

La crescente diffusione di animali da compagnia nelle case degli italiani si accompagna ad una parallela affermazione del pet food come scelta alimentare preferenziale dei proprietari per svariate ragioni, non ultima la fiducia nella qualità di questi prodotti. Dal canto loro, i Medici Veterinari hanno potuto osservare da un lato una sempre maggiore attenzione alla scelta delle materie prime e ai processi produttivi da parte dei produttori di pet food e dall'altro l'allungamento della vita media di cani e gatti  accompagnato dall'innalzamento della qualità di vita anche negli animali anziani o con problemi di salute.

L'attenzione dei Medici Veterinari per il pet food discende quindi dal non trascurabile contesto socio-economico in cui sono inseriti i proprietari/clienti e dalle scelte che essi fanno per il loro animale, scelte che è sempre consigliabile valutare con il Medico Veterinario curante. E di fronte alle quali è doveroso per un Medico Veterinario essere preparato non solo sul piano clinico, ma anche del mercato e della società che cambia. (Ufficio Stampa ANMVI)

Report, Fnovi: informazione viziata all'origine


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