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canevetNel 2021, i dati della Ragioneria Generale dello Stato indicano un valore di spesa veterinaria di 960 milioni, di cui 693,16 milioni corrispondono ai dati inviati da Medici Veterinari. "Il conto sfiora il miliardo" titola il quotidiano Repubblica, nell'articolo firmato da Michele Bocci. Valori in aumento. I dati della Ragioneria sono ricavati dal Sistema Tessera Sanitaria.


"Tenendo fuori il 2020, un anno molto particolare a causa della pandemia, negli ultimi anni non si era mai vista una crescita così importante. E siamo in un periodo di crisi
".  Michele Bocci firma per Repubblica, oggi in edicola, una analisi dell'ultimo report della Ragioneria Generale dello Stato sulla spesa sanitaria, con un focus mirato alla spesa veterinaria.

Complessivamente, il dato è di 960mln di euro per spese veterinarie trasmesse al sistema TS nel 2021, di cui 693,16 trasmesse da Medici Veterinari.  La Ragioneria dello Stato si basa sui dati dal Sistema Tessera Sanitaria, dove arrivano le spese veterinarie detraibili da inserire nel 730 annuale ai fini della detrazione d'imposta. "Ad assorbire quasi il 70% della spesa sono i Veterinari- scrive Bocci-  seguono le farmacie pubbliche e private che hanno incassato 240 milioni. Ovviamente a tutti questi costi vanno aggiunti quelli per il cibo e tutti gli altri prodotti non sanitari acquistati dai padroni".

Cosa dice la Ragioneria dello Stato- Nel rapporto analizzato da Repubblica, la Ragioneria dello Stato osserva che "dopo la temporanea inversione di tendenza del 2020, attribuibile prevalentemente alla riduzione della spesa per veterinari, la rilevazione della spesa veterinaria nel 2021 ha ripreso il suo trend crescente con un incremento di oltre 200 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Aumentano i pets e il livello delle cure- La spesa per cure veterinarie non cresce solo perché è più alto il numero degli animali da compagnia (circa 1 milione e mezzo di cani e gatti in più nel 2021 rispetto al 2019 pre-pademia). "Ci sono anche motivi più tecnici" spiega il Presidente dell'ANMVI Marco Melosi a Repubblica. "L'animale fa parte del nucleo familiare e si cerca di garantirgli le stesse terapie utilizzate per l'uomo". La richiesta fa crescere l'offerta, la medicina veterinaria è molto avanzata " e ormai un'attrezzatura come la tac che un tempo era una rarità si trova in tantissime delle nostre strutture. In generale si assicurano prestazioni che prima non venivano offerte".

Siamo totalmente privati"- Quanto ai costi, Melosi spiega che "non c'è un tariffario e quindi il mercato è completamente libero e ci possono essere differenze importanti da un veterinario all'altro"
Una delle ultime novità e l'ingresso di corporate e fondi di investimento anche statunitensi che acquistano le strutture veterinarie. "Siamo totalmente privati- prosegue il Presidente ANMVI-  e per mettere in piedi una clinica ci vuole molto denaro e così arriva chi ce l'ha".
L'infografica di Roberto Trincheri che accompagna l'articolo riporta alcuni valori di parcelle: 2.000 euro per protesi d'anca, 4-500 euro per Tac e risonanze, 100 euro per ecografie, 40-50 euro per vaccinazione, 30-40 euro per radiografia, 30-40 euro per visita clinica di base.

Altre spese - Al di là della spesa per cure veterinarie, l'articolo segnala una spesa farmaceutica per animali che negli ultimi due anni è salita da 190 a 240 milioni, segnando un +26%. Anche in questo caso si tratta di un mix tra crescita del numero degli animali ma anche dei prezzi dei medicinali- scrive Bocci.

Ma a pesare sui bilanci delle famiglie - conclude l'articolo- sono soprattutto i costi non direttamente sanitari. A parte le spese di stretta neccessità come l'alimentazione (pet food), il comparto degli accessori è in espansione e sconfina nel fashion.  A Firenze, la prossima edizione di Pitti Uomo avrà uno spazio "Pitti Pets".

pdfDETTAGLIO DEI DATI TRASMESSI AL SISTEMA TS.pdf44.4 KB
Anni 2016-2021 (valori in milioni di euro e variazioni assolute)

Spesa sanitaria - Anno 2022
Ragioneria dello Stato
Monitoraggio della spesa sanitaria
Rapporto n. 9