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iva unica orIl Governo si è impegnato a valutare l'opportunità di esentare da IVA le prestazioni veterinarie, purchè "nel rispetto della normativa eurounitaria”. Questa la condizione posta del Sottosegretario alle Finanze Federico Freni per l'accoglimento di un ordine del giorno dell'On Nadia Aprile. Il Governo fa proprio anche l'ordine del giorno dell'On Brambilla per la riduzione al 10% su prestazioni veterinarie e pet food. Respinto invece l'analogo ordine del giorno dell'On Spessotto che non ha accettato la "clausola europea".

La Camera dei deputati ha impegnato il Governo "a valutare l'opportunità" di un intervento che preveda di inserire le prestazioni veterinarie rese per la diagnosi, la cura e la riabilitazione degli animali tra quelle esenti". Il Sottosegretario alle Finanze Federico Freni ha accolto l'ordine del giorno della deputata Nadia Aprile (Misto) purchè "nel rispetto della normativa eurounitaria". L'impegno è stato assunto dal Governo il 29 dicembre, al termine dell'approvazione della Legge di Bilancio 2022, quando sono stati trasformati in ordini del giorno tutti gli emendamenti per l'abbattimento dell'IVA che non sono entrati nel maxiemendamento del Governo.

"E' impensabile che, in un periodo di grave crisi economica come quello che il nostro Paese attraversa oramai da anni, non si intervenga in maniera incisiva per favorire la cura degli animali"- sostiene l'On Aprile nel suo atto di indirizzo. "Non si può, infatti, continuare a tollerare che sulle prestazioni veterinarie rese per la diagnosi, la cura e la riabilitazione degli animali gravi un'imposta di valore aggiunto pari a quella prevista per i beni e servizi di lusso e per quelli non essenziali". Per questo - prosegue la deputata - "sarebbe proficuo un intervento che preveda di alleggerire tale forte pressione fiscale per permette al nostro Paese di adeguarsi, nel campo della cura degli animali, agli obiettivi strategici europei".

Il Sottosegretario al MEF ha anche accolto l'impegno "a valutare l'opportunità" di allineare le aliquote Iva applicate al settore della salute e del benessere animale, attraverso la collocazione delle prestazioni veterinarie e della cessione degli alimenti per animali da compagnia condizionati per la vendita al minuto nello scaglione d'imposta agevolata al 10 per cento".  La richiesta- contenuta nell'ordine del giorno presentato dall'On Michela Vittoria Brambilla (Forza Italia)- riprende le considerazioni del Manifesto per l'IVA unica promosso dall'ANMVI e i dati del Rapporto Assalco-Zoomark 2021.

Le prestazioni veterinarie e la cessione dei prodotti alimentari per animali da compagnia sono collocate nello scaglione Iva più elevato, al pari di beni e servizi di lusso nonostante rivestano carattere di essenzialità. Inoltre, l'imposta sul valore aggiunto (Iva) al 22 per cento rappresenta il principale ostacolo economico-fiscale e il più rilevante dissuasore sociale al conseguimento dei nuovi obiettivi strategici – nazionali, europei e globali – per la sanità animale e la sanità pubblica.

Nel suo ordine del giorno, l'On Brambilla cita anche i dati della XIV Edizione rapporto Assalco-Zoomark 2021: in Italia vivono oggi oltre 62 milioni di animali d'affezione, di cui oltre 16 milioni di cani e gatti; il 40 per cento delle famiglie che possiede un pet, con un incremento del 15 per cento di adozioni registrate nel 2020 e più dell'80 per cento degli italiani riconosce i vantaggi di vivere con un animale da compagnia che allevia lo stress, contribuisce all'educazione di bambini e teenager, incide sull'equilibrio familiare e, in età geriatrica, funziona da vero e proprio strumento di prevenzione. "Tali dati mostrano che nell'anno dell'emergenza sanitaria la relazione con i pet ha acquisito ancora più valore. Tuttavia l'impoverimento economico determinato dalla medesima emergenza ancora in corso rende gravoso sopportare il peso fiscale da parte dei contribuenti privati, con il rischio di deprimere la domanda di salute e di benessere animale a nocumento anche delle strategie di prevenzione con un approccio globale tra salute umana, animale e ambientale".

Diverso l'esito dell'ordine del giorno dell'On Arianna Spessotto (Misto) che puntava a impegnare il Governo "a valutare la possibilità di collocare le prestazioni veterinarie e la cessione degli alimenti per animali da compagnia nello scaglione d'imposta agevolata al 10 per cento". L'On Spessotto non ha accolto la clausola chiesta dal Sottosegretario Freni ("fermo restando la necessità di rispettare la normativa eurounitaria") con conseguente parere contrario del Governo e la successiva bocciatura da parte della Camera.

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