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Appin stalla PictureSecondo l’Osservatorio Smart AgriFood la ricetta veterinaria elettronica farà risparmiare 60 milioni di euro l’anno solo alla filiera lattiero-casearia. L'eliminazione dei sistemi cartacei, dispendiosi e stressanti per allevatori e veterinari, potrà anche rappresentare un argine contro il rischio di sanzioni.


La ricetta veterinaria elettronica, introdotta dalla Legge Europea 2017 non apporterà solo benefici in termini di tracciabilità, ma anche in termini di efficienza e risparmio economico. E' la conclusione di uno studio condotto dall'Osservatorio Smart AgriFood che ha analizzato l’impatto della prescrizione elettronica sul sistema lattiero-caseario italiano. I risultati ottenuti sono positivi e incoraggianti, sia in termini di efficienza di processo, sia in termini di consapevolezza dell’utilizzo del farmaco, utile alla singola azienda così come al sistema nazionale.

I flussi cartacei rappresentano una complicazione per tutti gli attori coinvolti, comportando costi di archiviazione e di spedizione che il monitoraggio digitale può invece annullare. L’informazione su carta, d’altronde, non è strutturata e quindi non elaborata: lavorando in cartaceo né gli enti di controllo né le aziende hanno evidenza dell’effettivo utilizzo di farmaci.

Il digitale, invece, consente di snellire il processo di prescrizione veterinaria eliminando i flussi cartacei e i costi associati, abilitando la trasmissione tempestiva di informazioni strutturate e comunicabili. La “ricetta veterinaria elettronica”, già partita in fase sperimentale e  obbligatoria dal 1 settembre del 2018, consente di snellire il processo di prescrizione eliminando i flussi cartacei che comportano costi di archiviazione e spedizione, complicazioni e inefficienze.

Ai risparmi in termini di efficienza vanno aggiunti i benefici meno quantificabili ma altrettanto importanti connessi alla riduzione del rischio di mancato rispetto del disciplinare di produzione per tutti gli attori coinvolti. Spiega Maria Pavesi, Osservatorio Digital Innovation School of Management - Politecnico di Milano: " Il monitoraggio e controllo dell’utilizzo di farmaci negli allevamenti avviene tramite un processo oneroso, stressante per alcuni attori della filiera, che sfrutta sistemi cartacei per la trasmissione di informazioni: il veterinario emette una ricetta in triplice copia, così che possa essere archiviata da allevatore, fornitore farmaceutico e Azienda Sanitaria Locale; l’allevatore è poi chiamato a registrare, su appositi supporti cartacei, tutti i flussi di farmaci in azienda e i trattamenti effettuati. Tale processo è dispendioso in termini di risorse temporali e, come anticipato, stressante per allevatori e veterinari che a valle di errori sono chiamati a pagare multe salate".

L'Osservatorio Smart AgriFood stima che un programma avanzato di utilizzo della ricetta elettronica applicato al campione dell'ecosistema di allevamento della regione Lombardia (5.818 allevamenti di bovini da latte con una media di 190 capi l’uno) possa produrre un risparmio di 18,3 milioni di euro l’anno distribuiti tra tutti gli attori della filiera, con benefici ulteriori in termini di valorizzazione del prodotto in ottica di “Food Safety”, sostenibilità e trasparenza del sistema.

Questi benefici possono subire variazioni a seconda del numero di ricette emesse o del tempo di compilazione dei registri cartacei, stimate tra i 12,2 e i 26,4 milioni di euro l’anno. Ma l’implementazione anche solo parziale del sistema comporta un beneficio di 11,6 milioni di euro l’anno.
Estendendo tale stima al sistema nazionale, si ottiene un beneficio di circa 60 milioni di Euro l’anno, solo per la filiera lattiero-casearia vaccina.


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