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LA PROPOSTA

Anche le spese veterinarie nel welfare aziendale

Anche le spese veterinarie nel welfare aziendale
Nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi le spese veterinarie non sono elencate tra i benefit aziendali, quei vantaggi che il datore di lavoro può riconoscere volontariamente e che, per il loro valore sociale, sono esenti da imposta. All'incontro "Il pet care nel welfare aziendale", questa mattina a Roma, si è parlato di nuove misure per 4 milioni di lavoratori-proprietari di pet.

La tavola rotonda è stata organizzata da Cattaneo Zanetto Pomposo (CZP&Co) per approfondire l’inclusione del pet care all’interno del welfare aziendale. Una proposta che parte proprio dall’Associazione Italiana Welfare Aziendale (AIWA) e che questa mattina è stata discussa con istituzioni, imprese, mondo professionale veterinario e rappresentanza dei consumatori.
All'incontro hanno partecipato anche esponenti politici e rappresentanti del settore, tra cui  l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) e Assopets. Alla base del confronto, un denominatore comune: l'esigenza di collegare l’evoluzione sociale del rapporto con gli animali da compagnia con le scelte di politica fiscale e del lavoro.

Il contesto- Il numero dei lavoratori coperti dai piani di welfare aziendale è cresciuto del 699% in dieci anni. Si tratta di prestazioni e servizi che accrescono il welfare sociale, tramite il welfare aziendale. Benefit erogati, direttamente o rimborsati dal datore di lavoro, in regime di esenzione dalle imposte sui redditi, come l’assistenza sanitaria integrativa, l’istruzione dei figli o l’assistenza ai familiari non autosufficienti. La sfida è di allungare l'elenco del TUIR ( articolo 51, comma 2) con voci nuove e aggiornate all'evoluzione sociale del rapporto con i pet. Fra queste le cure veterinarie.

Prestazioni di welfare aziendale fiscalmente agevolate- I dati del Centro Studi AIWA presentati al CNEL il 2 luglio 2026, in occasione del primo Forum nazionale del welfare aziendale, indicano oltre 4 milioni di lavoratori coinvolti dai piani di welfare, con una crescita del 699% in dieci anni, e un mercato che vale 3,2 miliardi di euro. Nella stessa sede AIWA ha formalizzato la richiesta di aggiornare l’articolo 51, comma 2, del TUIR, includendo espressamente tra le nuove esigenze la cura degli animali domestici. Il Presidente AIWA Emmanuele Massagli  inserisce la cura degli animali da compagnia tra le "nuove necessità impellenti" da tutelare. Di qui la proposta di aggiornare l’art. 51 comma 2 del TUIR,, evidenziando il profondo valore sociale acquisito dai piani di welfare a tutela del potere d’acquisto dei salari: “La sfida del welfare aziendale oggi è quella di non temere, anzi riscoprire, il proprio valore sociale- afferma-  È bene che la soglia dei fringe benefit sia stabilizzata per sempre sul valore di 1.000 euro, già oggi riconosciuto a tutti i lavoratori fino a tutto il 2027.

Anche le spese veterinarie nei flexible benefit- Sul riconoscimento delle spese veterinarie nell’elenco dei flexible benefit  ha parlato il Presidente dell'ANMVI, Marco Melosi, portando il punto di vista dall'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani:  una convinta apertura allo sviluppo di un welfare aziendale privato, che supporti i proprietari di animali da compagnia anche nei luoghi di lavoro e che nello stesso tempo sia di impulso a finalità di pubblico interesse come la prevenzione veterinaria. Si tratta di tradurre uno scenario sociale in un intervento normativo mirato, che includa le spese veterinarie tra le prestazioni di cui all’articolo 51, comma 2, del TUIR.  Ma prima ancora di portarlo all’attenzione del Legislatore, è necessario valutare l’impatto sul benessere dei lavoratori, sulla capacità di attrazione e retention delle imprese e sulla tutela della salute animale. Una valutazione che è stata prorio il concept di fondo dell'odierna tavola rotonda.

I prossimi passi - La prossima sessione di bilancio può essere il primo passaggio utile. Duplice l'obiettivo:
- la stabilizzazione della soglia
- l’ampliamento del perimetro delle prestazioni esenti.
A ciò si aggiunge il riordino operato dal nuovo Testo Unico delle imposte sui redditi (decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117), che dal 1° gennaio 2027 sostituirà il DPR 917/1986 e trasferirà il contenuto dell’attuale articolo 51 nell’articolo 53: una modifica di collocazione che impone aggiornamenti.

Alla tavola rotonda sono intervenuti: il senatore Manfredi Potenti (Lega), l'onorevole Chiara Tenerini (Forza Italia) e l'onorevole Lorenzo Malagola (Fratelli d'Italia).