Una Commissione interministeriale, permanente, per affrontare la tutela degli equidi su base scientifica. L'ha chiesta l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) in audizione oggi in Commissione Agricoltura, dove è in corso l'esame di quattro proposte di legge per riconoscere gli equidi come "animali di affezione".
Il Vicepresidente ANMVI con delega agli equidi,
Massimo Magri (foto) è intervenuto in video collegamento, oggi, in XIII Commissione alla Camera, nel
ciclo di audizioni informali sulle pdl: “Norme per la tutela degli equidi e loro riconoscimento come animali di affezione" -
C. 48 Brambilla,
C. 2187 Zanella,
C. 2270 Cherchi e
C. 2585 Evi.
"Il coinvolgimento della professione veterinaria in questo dibattito - ha esordito il Vicepresidente Magri- è fondamentale per garantire che le scelte normative siano coerenti con le evidenze scientifiche e con la realtà operativa del settore".
Commissione Tecnica per la tutela degli Equini- La pdl A.C. 48- Brambilla propone la creazione di una Commissione Tecnica per la tutela degli Equini, presso il Ministero della Salute. L'organismo includerebbe rappresentanti della Società Italiana dei Veterinari per Equini (SIVE), società scientifica confederata in ANMVI, riconosciuta dal Ministero della Salute, titolata all’elaborazione di linee guida scientifiche e di buone prassi medico veterinarie e rappresentativa di oltre 800 Medici Veterinari Ippiatri italiani. "Siamo ovviamente molto favorevoli a tale iniziativa- ha dichiarato Magri. "A nostro avviso, la Commissione andrebbe potenziata includendo consultazioni sulla disponibilità e l’utilizzo di medicinali veterinari, nel quadro della legislazione unionale, nonché requisiti strutturali su custodia e detenzione degli equidi".
Macellazione degli equidi- Un divieto come quello proposto
"rischia di produrre effetti particolarmente rilevanti sul piano economico e zootecnico". L'ANMVI ha fatto presente che in Italia esiste un patrimonio di razze equine autoctone, spesso numericamente limitate, la cui sopravvivenza è strettamente legata anche alla sostenibilità economica degli allevamenti. L’eliminazione della possibilità di destinazione alla macellazione dei cavalli allevati potrebbe determinare la perdita di equilibrio economico per molti allevatori, con la conseguenza concreta della progressiva scomparsa di diverse razze minori. "Si tratta quindi di una misura che, pur animata da finalità condivisibili, rischia paradossalmente di compromettere la biodiversità equina nazionale"- ha spiegato il Vicepresidente ANMVI.
Per quanto riguarda la proposta di istituzione di un
Registro Anagrafico degli equini, Magri ha sottolineato come tale previsione risulti ridondante rispetto a quanto già esistente. L’anagrafe equina è infatti una realtà consolidata, integrata nella Banca Dati Nazionale insieme alle altre specie animali, che prevede già l’identificazione obbligatoria di ogni singolo animale tramite l’inoculazione di microchip. L’introduzione di un ulteriore registro si configurerebbe come una duplicazione non necessaria, con conseguente aggravio burocratico per operatori e autorità competenti, oltre al rischio di generare disallineamenti e confusione nella gestione dei dati.
Ulteriori criticità, di natura tecnico-scientifica e normativa. Le proposte sullo svezzamento dei puledri e l’età agonistica devono – prima di essere eventualmente normate- aderenza alle attuali conoscenze scientifiche. L'auspicata Commissione Tecnica interministeriale potrebbe essere la sede idonea ad una valutazione aggiornata alla letteratura scientifica e alle evidenze emerse dalla pratica professionale degli Ippiatri. Da non trascurare, inoltre, nel solco delle modalità di legiferazione unionali, una valutazione d’impatto su divieti o restrizioni che potrebbero isolare o escludere il nostro Paese dai circuiti globali. Le conseguenze sarebbero rilevanti: dalla perdita di competitività del settore alla possibile scomparsa di interi comparti produttivi, con un impatto significativo sull’economia e sull’occupazione collegata.
Quanto alle proposte relative all’utilizzo di
farmaci e sostanze farmacologicamente attive si tratta di un ambito già ampiamente disciplinato dalla normativa sanitaria vigente, che, grazie anche all’introduzione della ricetta elettronica veterinaria, rappresenta oggi un sistema avanzato di tracciabilità e controllo. L’introduzione di ulteriori strumenti normativi rischierebbe di generare sovrapposizioni e complicazioni, senza apportare reali benefici in termini di tutela sanitaria.
Un ultimo punto importante da sottolineare riguarda la pdl A.C. 2585, che all’art. 5 prevede il divieto di utilizzo di farmaci contenenti il principio attivo della
gonadotropina sierica equina. Questo è un tema di portata europea, già sollevato da una risoluzione del Parlamento Europeo nel 2018. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) è stata successivamente
incaricata dalla Commissione UE di preparare un parere scientifico. ANMVI supporta la protezione del benessere delle cavalle donatrici nella produzione di PMSG (eCG) e l’esigenza di sostenere la ricerca nello sviluppo di alternative efficaci, compresi gli analoghi sintetici. Il parere dell'Associazione, ha aggiunto Magri, è allineato a quello delle
rappresentanze veterinarie europee che auspicano un intervento della Commissione Europea.
Approccio basato su evidenze e confronto- In conclusione, "pur condividendo pienamente l’obiettivo di rafforzare la tutela del benessere degli equidi, riteniamo che alcune disposizioni della proposta di legge necessitino di un’attenta revisione, al fine di evitare effetti controproducenti sul piano sanitario, economico e zootecnico".
L’ANMVI – anche avvalendosi della competenza scientifica della confederata SIVE- resta a disposizione della Commissione.
Il testo integrale dell'audizione è stato depositato in XIII Commissione per la pubblicazione.
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