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cannabinoidi labORLa Veterinaria europea si prepara ad esprimere una posizione unitaria sull'impiego della cannabis in medicina veterinaria .L'uso di derivati dalla cannabis è in aumento a livello globale e cresce l'interesse dei proprietari di animali da compagnia per l'impiego terapeutico. Una proposta di parere della Federazione dei Veterinari Europei (FVE) sarà votata a giugno. Ecco cosa prevede.


E' pronta la proposta di parere della FVE (Federazione dei Veterinari Europei) sulla cannabis terapeutica in medicina veterinaria. Il testo, anticipato in bozza, sarà presentato all'assemblea generale di giugno per la votazione. L'esigenza di un position paper è incalzata dalla crescente diffusione di derivati dalla cannabis e dal parallelo interesse in campo animale, soprattutto fra i proprietari di animali da compagnia.

La tendenza è globale, come segnala un articolo scientifico sull'argomento che esamina la prospettiva in Europa e Nord America. Da un lato, i Medici Veterinari si sentono rivolgere domande sulla legalità, la sicurezza e l'efficacia dell'uso dei cannabinoidi per il trattamento medico degli animali, dall'altro si registra un amento di casi di tossicità. Per trovare una sintesi, il gruppo di lavoro sui medicinali della FVE ha redatto un documento di sintesi sull'uso dei cannabinoidi negli animali e nella professione veterinaria, che incontra il consenso generale della comunità veterinaria.  Sarà questa la versione che andrà all'Assemblea Generale di giugno della FVE per una possibile adozione.

I cannabinoidi sono potenzialmente promettenti in ambito terapeutico-  ad esempio per il trattamento del dolore da osteoartrite, disturbi allergici immunomediati e infiammatori, epilessia e altri tipi di gestione del dolore (dolore oncologico e neuropatico)- ma  le prove scientifiche disponibili sull'uso negli animali sono ancora limitate. Finora, nessun prodotto derivato dalla cannabis è stato autorizzato come medicinale veterinario in Europa. Tuttavia, alcuni sono registrati come assimilati agli omeopatici veterinari oppure ricadono nel regolamento sui mangimi.

A preoccupare la FVE, si legge nella bozza di parere, è il fatto che una parte rilevante dei  prodotti derivati ​​dalla cannabis disponibili sul mercato sono etichettati "in modo impreciso rispetto sia all'identità che alla quantità di sostanze farmacologicamente attive presenti all'interno del prodotto, rendendo il dosaggio e il regime di dosaggio molto difficili o impossibili". 

La raccomandazione ai Medici Veterinari è quindi prudenziale. La FVE auspica di disporre presto di maggiori studi clinici, verifiche di sicurezza, e una regolamentazione che ponga questi prodotti sotto obbligo di prescrizione medico veterinaria.

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