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vaccinoCovid ORAumentano le Regioni che includono i Medici Veterinari nel piano vaccinale e cresce il numero di quanti hanno già ricevuto almeno la prima dose. Ma rimangono forti disomogeneità territoriali nelle procedure e nella formazione delle liste di prenotazione. Il Presidente dell'ANMVI: "Il nostro appello non è caduto nel vuoto, qualcosa si sta muovendo anche al Ministero della Salute".

Intervistato dall'emittente locale Cremona1TV, il Presidente dell'ANMVI Marco Melosi ieri sera ha dichiarato che sulle vaccinazioni anti-covid ai Medici Veterinari "qualcosa si sta muovendo".

Negli ultimi giorni dal Ministero della Salute sono arrivati segnali importanti di ascolto dell'appello lanciato dall'Associazione. Dopo il primo immediato riscontro del Presidente dell'ISS Silvio Brusaferro, è stato il Vice Ministro Pierpaolo Sileri a prendere contatti con il Presidente dell'ANMVI e ad avviare un interlocuzione con gli uffici ministeriali preposti che sta tuttora proseguendo.

Anche le regioni che fino ad ora non avevano aperto le liste di prenotazione per la vaccinazione ai Medici Veterinari stanno iniziando a farlo. "Per esempio in Toscana- riferisce Melosi- hanno iniziato a chiamare i Medici Veterinari per le somministrazioni riservate al personale sanitario" ha dichiarato ieri durante il programma "Punto e a capo" (video). Il vaccino è il Pfizer BioNtech, quello che il Piano Vaccinale Nazionale riserva alle professioni sanitarie.

Quasi tutte le Regioni hanno aperto le liste di prenotazione sui propri siti web, ma con risultati molto difformi. Non sempre alle prenotazioni sono poi seguite le chiamate per l'effettiva somministrazione. Altre volte sono stati chiamati solo i Dipendenti del SSN. Solo in poche Regioni sono state avviate le somministrazioni per tutti i Medici Veterinari in quanto operatori sanitari.
Alcune Regioni, come la Lombardia, hanno seguito una procedura diversa e, attraverso le ASL, hanno richiesto agli Ordini provinciali gli elenchi degli iscritti.

"Il nostro obiettivo- spiega il Presidente dell'ANMVI è di chiarire a monte, nel Piano Vaccinale Nazionale, che i Medici Veterinari vanno considerati fra gli operatori sanitari e fare in  modo che anche le Regioni si comportino di conseguenza e con uniformità". "Facciamo parte delle professioni sanitarie, ma ogni tanto se ne dimenticano"- afferma Melosi.

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