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Immagine copy copyIrregolare lo 0,12% dei campioni analizzati, su una campionatura totale superiore al minimo richiesto dalla UE. Focus sugli antibiotici nella relazione sul Piano Nazionale Residui. Irregolari per la presenza di antibatterici, 18 campioni su oltre 41mila.

La Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione ha pubblicato il report delle attività svolte nel 2016 per la ricerca di residui, per un totale di totale di 61.755 campioni analizzati, superando il numero minimo di campioni richiesto dalle norme comunitarie. Nella relazione vengono anche fornite informazioni sulle azioni di follow-up conseguenti ai riscontri di non conformità.

La percentuale di irregolarità registrata nel 2016 (49 campioni corrispondenti allo 0,12 % del totale) rimane in linea anche con i risultati ottenuti dagli altri Stati Membri. Dei 49 campioni irregolari, 2 sono risultati non conformi per la presenza di residui appartenenti alla categoria A-Sostanze ad effetto anabolizzante e sostanze non autorizzate-  (4,1% di tutti i non conformi) e 47 per la presenza di residui di sostanze della categoria B- Medicinali Veterinari e Agenti contaminanti- (95,9 % di tutti i non conformi).

Finalità del PNR- Il PNR è un piano di sorveglianza che si attua durante il processo di allevamento degli animali e nella prima trasformazione dei prodotti di origine animale.
E' finalizzato alla ricerca dei residui delle sostanze farmacologicamente attive e dei contaminanti, al fine di svelare i casi di somministrazione illecita di sostanze vietate, di somministrazione abusiva di sostanze autorizzate a condizioni diverse da quelle autorizzate e di verificare la conformità dei residui di medicinali veterinari con i limiti massimi di residui (LMR) e delle quantità massime di antiparassitari e di contaminanti ambientali.

Dove si ricercano i residui- La ricerca di residui si attua negli animali vivi, nei loro escrementi e nei liquidi biologici, nonché nei tessuti, nei prodotti di origine animale, negli alimenti per animali e nell’acqua di abbeveraggio. Le categorie animali e i prodotti di origine animale monitorati nel PNR sono bovini, suini, ovi-caprini, equini, volatili da cortile, conigli, selvaggina allevata, selvaggina cacciata, acquacoltura, latte, uova e miele.

Le sostanze ricercate- Il 33.5 % dei campioni è stato analizzati per il gruppo B1 (sostanze antibatteriche, comprese sulfamidici e chinolonici). A seguire, troviamo il gruppo B2 (altri prodotti medicinali veterinari) con il 18.5 %, il gruppo A5 (β-agonisti) con il 16.4 %, il gruppo A6 (sostanze incluse nell’allegato IV del Reg. CEE 2377/90) ed il gruppo B3 (altre sostanze e agenti contaminanti per l’ambiente) rispettivamente con il 12.2 % e 11.0 %.

Fattore sorpresa- Il campionamento è eseguito in maniera imprevista, inattesa e in momenti non fissi e in giorni non particolari della settimana, ad intervalli variabili distribuiti sull’intero arco dell’anno, adoperando ogni precauzione atta a garantire che il “fattore sorpresa” nei controlli sia costante.

Un focus sugli antibiotici- Il PNR consente di monitorare la presenza di antibiotici negli alimenti di origine animale e quindi verificare, risalendo la filiera, il rispetto dei tempi di sospensione dei farmaci (o rilevare trattamenti non dichiarati e/o illeciti), attraverso la ricerca analitica dei residui di sostanze nei prodotti alimentariprovenienti da animali trattati e le azioni di farmacosorveglianza conseguenti ai riscontri di non conformità.
Il PNR prevede la ricerca dei residui di antibiotici nel muscolo (prelevato al macello) di bovini, suini, ovicaprini, equini, pollame, conigli e selvaggina allevata, nel muscolo di pesci allevati in acquacoltura (trote, specie eurialine), nel latte (vaccino, bufalino e ovicaprino), nelle uova e nel miele.

Nel 2016 su un totale di 41.082 campioni totali analizzati per tutte le sostanze e le matrici previste, 13.763 campioni (33.5 %) sono stati analizzati per la ricerca di sostanze antibatteriche. In tale attività sono stati riscontrati 18 campioni non conformi per presenza di sulfamidici (11 campioni), tetracicline (4 campioni), macrolidi (2 campioni), chinolonici (1 campione), distribuiti tra le diverse categorie di animali.
La percentuale di non conformità registrata nel 2016 per antibiotici (0,13 %) "si posiziona su valori che si mantengono costanti negli anni".

Sviluppi futuri del Piano - Il Piano Nazionale Residui andrà incontro a "sostanziali cambiamenti" delle procedure di trasmissione dei risultati ad EFSA e alla Commissione europea, "che necessariamente impatteranno sulle procedure e sulle modalità di attuazione del Piano. Il nuovo formato standard, comporterà una nuova impostazione sulla rendicontazione sia dei risultati analitici che delle azioni conseguenti ai riscontri di non conformità.

Inoltre, la pubblicazione del Regolamento n. 625/2017 sui controlli ufficiali permetterà di definire nuove procedure e modalità su con cui disegnare le attività dei futuri Piani, sulla base di un nuovo approccio basato sul rischio".


Relazione finale
Piano Nazionale per la Ricerca dei Residui (PNR) Anno 2016