Incertezze normative e operative stanno creando disagi alle attività veterinarie di identificazione e registrazione degli animali da compagnia. L'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) chiede chiarimenti normativi al Ministero della Salute e l'emanazione delle istruzioni operative del SINAC. Troppe difformità regionali. Le incertezze normative e operative- segnalate al Direttore Generale della Sanità Animale Giovanni Filippini- "emergono anche da parte delle autorità competenti, regionali e locali", fa notare nella sua lettera il Presidente dell'Anmvi Marco Melosi, auspicando un duplice intervento da parte del Ministero della Salute: chiarimenti normativi e la piena attuazione operativa al SINAC, il Sistema di identificazione nazionale degli animali da compagnia.
Istruzioni nazionali per superare le difformità regionali- Il superamento delle difficoltà operative- secondo l'Associazione- può essere efficacemente perseguito soltanto con l’emanazione delle istruzioni operative nazionali, previste dal comma 3, articolo 1 del Decreto 2 novembre 2023. In assenza, "si stanno ripresentando e accentuando le difformità regolatorie regionali, vanificando un’azione virtuosa di centralizzazione dei dati anagrafici e delle risorse investite allo scopo".scrive il Presidente Melosi a nome del Consiglio Direttivo. Il Sinac "è stato istituito per superare definitivamente le difformità regionali che per decenni hanno negativamente impattato sulle azioni di controllo demografico nazionale della popolazione di cani, gatti e altri pet in Italia. In assenza di un pieno avvio a regime del Sistema, alle incertezze operative si sommano quelle di interpretazione normativa".
I punti da chiarire secondo l'Anmvi sono: a) la vigenza dell’obbligo di identificazione e di registrazione anagrafica di pet diversi dai cani, con particolare riferimento ai gatti, conigli da compagnia, roditori, rettili e uccelli, distinguendo fra animali da compagnia di proprietà privata e animali da compagnia affidati a stabilimenti (i.e. rifugi); b) la corretta imputazione delle sanzioni (commi 1 e 1-bis, articolo 20 D.Lvo 134/2022) nei confronti del proprietario/detentore (e non nei confronti del medico veterinario lp) c) lo stato dell’arte, ad oggi, dell’operatività del Sinac e delle anagrafi regionali;
Un traguardo europeo di tracciabilità- La lettera dell'Anmvi richiama il nuovo regolamento europeo per il benessere e la tracciabilità dei cani e dei gatti, che richiede l’interoperabilità europea dei sistemi anagrafici anche a fini di contrasto del traffico di cuccioli. "L’Italia rischia di arretrare, penalizzata da frammentazioni, quando potrebbe vantare un virtuoso primato europeo in fatto di tracciabilità nazionale degli animali da compagnia"- conclude.
Il Sinac è messo a disposizione delle Regioni e delle Province Autonome dal Ministero della Salute. Attualmente il sistema non è ancora pienamente utilizzato da tutte le Regioni.