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ippicaorIl Mipaaf invia agli ippodromi le linee guida per la ripresa delle attività. Non più di 10 corse a giornata e massimo 12 cavalli. Accesso consentito ai Medici Veterinari. Per il Ministero delle Politiche Agricole è "urgente annunciare l'avvio dell'attività delle corse fin dal prossimo 22 maggio".


Il Mipaaf ha inviato agli ippodromi le linee guida per la ripresa delle corse. Lo riferisce il notiziario specializzato gioconews, che anticipa anche i contenuti del documento. Si potrà correre a porte chiuse, ma con l'obbligo per i gestori di elaborare propri Protocolli operativi, in raccordo con le autorità sanitarie locali "prima della ripresa delle attività organizzative delle corse".
Auspicabilmente già da domani.

La data del 22 maggio è indicata dalla Ministra Teresa Bellanova in una lettera inviata al Presidente Conte e al Ministro Speranza, "perché un ritardo nella ripresa delle corse produrrà un ulteriore danno economico per il mondo allevatoriale". La riapertura degli ippodromi alle corse ippiche, a porte chiuse, è "compatibile" con l'ultimo Decreto Legge, secondo la Ministra, che si richiama a Linee guida ispirate alle raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico, quindi con "il massimo livello di sicurezza".

La filiera ippica nazionale- "Le corse ippiche", scrive Bellanova, "rappresentano l'unico strumento di reddito per gli allevatori e gli operatori del settore, nonché degli ippodromi. Un ritardo nella ripresa delle corse produrrà un ulteriore danno economico per il mondo allevatoriale e la filiera ippica nazionale che conta in Italia oltre 30mila operatori con oltre 8mila cavalli da corsa in piena attività agonistica". Inoltre, la mancanza di corse non consente "di qualificare le nuove generazioni dei cavalli pronti per essere venduti nelle imminenti aste, nazionali e internazionali; gli operatori non potranno fruire di parametri di valutazione provenienti da gare recenti, scontando un notevole deprezzamento degli stessi", con un impatto negativo sul patrimonio equino nazionale, considerato come "l'assenza di corse sul territorio nazionale sta attivando un costante flusso di emigrazione degli allevatori nei Paesi dove le corse ippiche sono già riprese".

Nella lettera Bellanova ricorda infine, a conferma della sollecitazione, come gli impianti e le strutture degli ippodromi non siano mai stati chiusi ma utilizzati correntemente come sede per la cura, la movimentazione e l'allenamento del cavallo, attività regolarmente autorizzate, "in pieno accordo con il competente Ufficio del Ministero della salute".

"Il carattere delle Linee guida - si legge nel documento inviato alle società di corse - è di natura obbligatorio. Il Ministero si riserva di esercitare la propria facoltà di interrompere le attività di organizzazione delle corse, anche con la sospensione o annullamento delle assegnazioni dei relativi monte premi qualora ravvisi il mancato rispetto delle disposizioni contenute nelle Linee guida".

Principi generali delle Linee guida per la riapertura degli ippodromi:
a) obbligo di coniugare il rispetto della salute pubblica e individuale con le esigenze di una ripresa delle attività lavorative legate all’allevamento del cavallo da corsa, alla sua cura, alla doma e all’allenamento, e alla organizzazione delle corse ippiche;
b) l’allevamento e la cura dei cavalli da corsa costituisce una attività economica tipicamente agricola; allo stesso modo gli operatori ippici che sovrintendono all’esercizio delle relative attività sono assimilati ad operatori del settore agricolo;
c) le sedute di allenamento dei cavalli da corsa e l’attività di organizzazione delle corse ippiche costituiscono la fase di valorizzazione del prodotto primario della filiera ippica; esse restano consentite negli impianti deputati purché gestiti a porte chiuse su tutto il territorio nazionale;
d) le corse ippiche e le manifestazioni sella sono svolte esclusivamente in impianti e strutture gestite da società riconosciute dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali;
e) le società, nel rispetto di quanto specificato nel combinato disposto di cui alle lettere e), f) e g) del comma 1, articolo 1 del Dpcm 17 maggio 2020, con riferimento alle presenti Linee guida dovranno elaborare propri Protocolli operativi, in raccordo con le autorità sanitarie locali allo scopo di identificare le più efficaci azioni di prevenzione e di contenimento del contagio; f) gli operatori ippici abilitati a frequentare la struttura dell’ippodromo in occasione della giornata di corse sono quelli specificati nel paragrafo 4.6;
g) le misure obbligatorie di contenimento del pericolo di contagio sono : a) controllo della temperatura corporea al momento dell’ingresso presso la struttura; b) adozione del distanziamento sociale; c) strumenti di protezione sanitarie (infermeria-triage; mascherine; tute/vestiario; supporti per l’igiene personale); d) procedure di isolamento in caso di contagio; h) il trasporto degli animali da e per il luogo deputato allo svolgimento delle corse ippiche è consentito con le modalità richiamate nel paragrafo 4.8. Si premette che le presenti disposizioni sono state redatte sulla base delle indicazioni e delle prescrizioni dei richiamati atti normativi; esse restano valide anche in caso di eventuali variazioni del periodo di applicazione o delle zone soggette alle predette limitazioni".

Corse e cavalli- Le linee guida poi definiscono anche l’organizzazione delle giornate di corse, punto contestato nella bozza del protocollo sottoposto agli ippodromi qualche giorno fa. "Fino alla data del 6 settembre 2020, l’organizzazione delle giornate di corse avverrà nel rispetto dei seguenti principi generali: a) numero delle corse per giornata: max 10; b) tempo trascorso tra una corsa e la successiva: max 45 minuti per le corse al galoppo; max 30 minuti per le corse al trotto; c) numero massimo di cavalli per corsa: 12. La disposizione relativa al numero massimo di cavalli si applica anche alle Corse Tris. I requisiti numerici previsti dal Regolamento alle Corse Tris, ai fini della formulazione e riuscita della competizione, si intendono riferiti in ogni caso al limite inderogabile di 12 cavalli".

Medici Veterinari- Nella giornata di corse e di allenamento i Medici Veterinari rientrano tra coloro che possono entrare nell’impianto ippico (veterinario di servizio; veterinari incaricati dal Mipaaf; veterinari professionisti addetti alla struttura). È confermato il divieto di accesso all’ippodromo per: il pubblico e per tutti gli operatori non elencati dalla Linea guida.

Infine, il documento ricorda che tali "disposizioni hanno validità fino al perdurare delle condizioni di emergenza nazionale o locale e potranno essere aggiornate a seguito di diverse disposizioni del Governo italiano.Esse possono essere variate ed adattate anche in relazione a specifiche disposizioni delle Autorità territoriali riconosciute dal Governo italiano".
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