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fact 16 novSi è conclusa oggi la missione della Commissione Europea in Italia sull'utilizzo di antibiotici in veterinaria. Riunione conclusiva al Ministero della Salute, al termine di una settimana di ricognizioni, in tutti i settori della salute e delle produzioni animali. Com'è andata? A tirare le somme anche i Dicasteri dell'Ambiente e delle Politiche Agricole. ANMVI e SIVAR: assolto il ruolo che la Commissione attribuisce alle organizzazioni professionali. Melosi: " Sugli antibiotici rigore e realismo".


La ricognizione della DgSante sull'uso prudente degli antibiotici in Italia (fact finding mission) si è conclusa oggi, al termine di una settimana di visita iniziata l'8 novembre scorso. Questa mattina la Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari ha tirato le somme, alla presenza di tutti gli attori del comparto, istituzionali e non.
Convocati anche i Ministeri dell'Ambiente e delle Politiche Agricole, oltre alla Direzione della Prevenzione Sanitaria, agli Assessorati regionali alla sanità, il Centro di referenza CRAB, il Centro Nazionale Servizi (CNS) e l'Izsler. Presenti le organizzazioni delle filiere del farmaco veterinario, degli allevatori, dei mangimisti e dei medici veterinari: oltre alla FNOVI, l'ANMVI e la SIVAR, che hanno partecipato anche ad alcuni sopralluoghi in allevamento e in strutture veterinarie.

Dopo una settimana di visite, anche di campo e che sono entrate nel vivo delle attività veterinarie e produttive, i funzionari della DgSante lasciano l'Italia riconoscendo gli sforzi compiuti dalle autorità nazionali e da tutti gli stakeholder. Sulla riduzione e sull'uso prudente degli antibiotici, ci si attende ancora molto dal nostro Paese che tuttavia è sulla buona strada, alla luce dei resoconti ricevuti da tutti gli interlocutori. Sarà nel report finale della Commissione, che si avrà modo di conoscere la lettura che i funzionari europei hanno dato della situazione italiana e dei progressi effettivamente compiuti dall'emanazione delle linee guida europee del 2015 ad oggi.

Ribadito che non si è trattato di un audit ispettivo, resta il fatto che quella della DgSante non è stata certo una ricognizione rituale, ma basata su visite particolarmente approfondite e di dettaglio, con particolare riguardo ai comportamenti pratici, nell'attività quotidiana, degli allevatori e dei medici veterinari liberi professionisti nei confronti di tutte le tipologie di animali in cura.

ANMVI e SIVAR, rispettivamente presenti con il Presidente Marco Melosi e il Presidente Daniele Gallo sono soddisfatte della rappresentazione che hanno concorso a dare della libera professione italiana, coprendo sia l'ambito di esercizio professionale negli animali non dpa che dpa. Le Linee guida ANMVI SCIVAC per l'uso prudente degli antibiotici nel cane e nel gatto e l'automonitoraggio in allevamento attraverso il DDD-Sivar hanno consentito di dimostrare ai funzionari europei l'attenzione di ANMVI e SIVAR per il ruolo che la Commissione Europea attribuisce alle associazioni professionali di categoria.

Questi indirizzi di antimicrobial stewardship nella libera professione veterinaria hanno trovato pieno riscontro nelle visite condotte dai funzionari europei in allevamento (Azienda Agricola Ferrari Ciboldi di Casalmorano, Cremona) e in struttura veterinaria (Clinica Veterinaria San Siro, Milano), dove sono state osservate da vicino le prassi veterinarie nel loro svolgimento quotidiano.

Se da un lato gli orientamenti della DgSante non possono che attestarsi su un alto livello di rigore contro l'antibiotico-resistenza, il fact finding ha anche permesso di mettere in luce l'importanza di misurarsi con le esigenze concrete di cura, che escludono obiettivi di eliminazione tout court dell'antibiotico. Sì invece alla riduzione attraverso un uso prudente, "senza trascurare la cornice giuridica nazionale - ha fatto presente il presidente Melosi- perchè non si può esporre il medico veterinario a conseguenze penali o di responsabilità civile professionale, precludendogli alcune classi di antibiotici".

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