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immaFarmacovigilanza veterinaria in Europa: la FVE pubblica i risultati di una indagine web-based, condotta sui medici veterinari, con il supporto dell'Agenzia europea dei medicinali e la collaborazione delle associazioni veterinarie aderenti. I risultati incoraggiano azioni motivazionali sui medici veterinari.

L'obiettivo dell'indagine era di comprendere meglio le abitudini di segnalazione eventi avversa dei veterinari- generalmente considerate troppo scarse- e anche il livello qualitativo delle informazioni sugli eventi avversi segnalati, dal quale dipendeno gli esiti delle valutazioni di sicurezza dei medicinali veterinari. Ciò contribuisce a spiegare l'esito inconcludente di molte segnalazioni.
Il questionario è stato completato da 3.545 veterinari, molto pochi rispetto ai 243.000 esercitanti in tutta Europa (per 157 millioni di animali da compagnia e 342 millioni di animali da reddito, fra bovini, ovicaprini e suini) e tuttavia bastanti a confermare tendenze già note.

Gli eventi avversi non sono all'ordine del giorno- La maggioranza degli intervistati (58%) ha dichiarato di avere osservato "raramente" degli eventi avversi, il 32% ha risposto "spesso", il 5% "molto frequentemente" e un altro 5% "nessuno".  Sono soprattutto i Veterinari di animali da compagnia a rispondere "frequentemente", rispetto ai veterinari di animali produttori di alimenti, una differenza che tuttavia la FVE prende con beneficio di inventario non attribuendovi un dimostrabile significato statistico. Il settore degli animali da reddito è tuttavia considerato il minor produttore di segnalazioni di farmacovigilanza dalle autorità europee.

Perchè si fa poca farmacovigilanza- Molti eventi avversi non vengono riportati per ragioni altrettanto diverse. Fra queste, un sistema che non dà feed back ai medici veterinari segnalanti. I Veterinari che si lamentano di più della mancanza assoluta di riscontri alle loro segnalazioni sono gli italiani, i norvegesi e gli spagnoli (rispettivamente 81%, 76% e 74%). L'indagine registra anche la scarsa attenzione del sistema di farmacovigilanza alla mancanza di efficacia, una circostanza giudicata comunque difficile da registrare.
Non si segnala per mancanza di tempo e farraginosità burocratica, ma anche perchè l'evento avverso è ritenuto 'noto', oppure perchè non si è certi di poter associare un dato effetto a quel dato farmaco. Irrilevante il timore che una segnalazione possa far venire meno la disponibilità del prodotto sul mercato, così come il timore di avere problemi.

A chi si segnala di preferenza- I Veterinari Europei inviano le segnalazioni soprattutto all'industria (72%) perchè è più facile e poco all'autorità competente (28%) perchè da questa hanno meno riscontri; il riparto percentuale in Italia si traduce invece in una situazione quasi a pari merito (78% alle aziende e 77% alle autorità).

Per aumentare le segnalazioni spontanea, la FVE conclude che "è necessario rendere più facile la segnalazione (ad esempio, sviluppando app mobili, includere la segnalazione nel software del sistema di gestione pratica) e rendere i veterinari più consapevoli dell'importanza della segnalazione e del valore aggiunto che può portare".
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Veterinary pharmacovigilance in Europe: a survey of veterinary practitioners
Autori: Nancy De Briyne, Raquel Gopal, Gillian Diesel, Despoina Iatridou, Declan O'Rourke

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