• Utenti 10
  • Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 33464
cerca ... cerca ...
STUDIO LAV

Cani e gatti: il valore socio-economico della convivenza

Cani e gatti: il valore socio-economico della convivenza
Il Presidente dell'Anmvi Marco Melosi è intervenuto questa mattina, a Roma, alla presentazione dello studio "La convivenza con cani e gatti: il valore sociale economico”, commissionato da LAV e realizzato da REF Ricerche. Una tematica approfondita, raccogliendo anche le testimonianze dei medici veterinari.
Il documento -La convivenza con cani e gatti: il valore sociale economico”- analizza l’impatto sociale, sanitario ed economico della presenza di animali da compagnia nelle case italiane.Lo studio si inserisce nel quadro della campagna LAV “Cani e gatti: cure e diritti, non privilegi”, che chiede l’allineamento dell’IVA sul cibo per animali a quella prevista per gli alimenti destinati alle persone e l’azzeramento dell’IVA sulle prestazioni veterinarie, un focus sul quale ANMVI e LAV hanno sollecitato la sensibilità del Legislatore anche durante l'ultima Legge di Bilancio, per garantire il diritto alla cura degli animali e rafforzare un modello di salute integrata secondo l’approccio One Health. Il prossimo passo sarà una  campagna e una  petizione nazionale rivolta a Governo e Regioni.

Un nuovo scenario fiscale- Lo studio -presentato da Fedele De Novellis e Claudia Peiti (REF Ricerche) - analizza uno scenario di riforma fiscale basato sull’allineamento dell’IVA sul cibo per animali a quella applicata all’alimentazione umana (4%) e sull’azzeramento dell’IVA sulle prestazioni veterinarie, come per le cure mediche rivolte alle persone. Secondo le stime elaborate, una misura di questo tipo comporterebbe un costo per la finanza pubblica pari a circa 577 milioni di euro, che potrebbe essere interamente compensato attraverso una riduzione di una quota dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), rendendo l’intervento sostanzialmente neutrale per il bilancio pubblico. Un sistema fiscale più equo favorirebbe inoltre la prevenzione degli abbandoni e del randagismo, riducendo anche i costi sostenuti dagli enti pubblici per la gestione dei canili.

L'affermazione del pet food - Dal punto di vista dell’alimentazione oramai la pratica di nutrire gli animali familiari con gli avanzi dei pasti di casa, frequente sino a pochi anni fa, è sempre meno diffusa, a favore soprattutto dell’acquisto di prodotti specifici; meno frequente è invece la preparazione del pasto con cibo destinato all’alimentazione umana. L’offerta di prodotti specifici per l’alimentazione degli animali è molto variegata, con prodotti appartenenti a diverse fasce di prezzo. Ai differenziali di costo possono corrispondere anche differenze nella qualità di prodotti. In alcuni casi una alimentazione di bassa qualità può essere associata all’emergere di patologie.

Più affetto, più cure- Un altro punto di rilievo è quello dei costi delle prestazioni veterinarie. Negli ultimi anni è aumentata la predisposizione delle famiglie ad affrontare i costi per le cure dell’animale, rispetto a quanto accadeva anche sino a pochi anni fa. Questo aspetto è in linea con il cambiamento della natura della relazione con gli animali, che è sempre più rappresentata da un legame di tipo affettivo. Inoltre, con il passare del tempo il ventaglio di prestazioni sanitarie disponibili si è ampliato. Dati i costi elevati, le famiglie a reddito inferiore possono andare incontro a difficoltà economiche nell’accesso alle prestazioni veterinarie. I problemi economici diventano significativi in presenza di eventi traumatici o malattie. In questi casi le cure non sono accessibili a tutti.

One Health- Una gestione sanitaria adeguata, che comprenda vaccinazioni, controlli veterinari periodici e corrette pratiche igieniche, contribuisce a ridurre il rischio di trasmissione di zoonosi, cioè malattie trasmissibili dagli animaliall’uomo. Prendersi cura di cani e gatti tutela quindi non solo la salute pubblica, ma favorisce anche il
benessere emotivo e psicologico degli esseri umani, in un equilibrio in cui la salute di ciascuno rafforza quella dell'altro.

Il ruolo dei decisori politici- "Oggi le famiglie sono penalizzate da una fiscalità ingiusta che tratta cibo e cure veterinarie come beni di lusso - dichiara Alessandra Ferrari, Responsabile Area Animali Familiari LAV. "Chiediamo un fisco più equo e politiche strutturali di veterinaria sociale che garantiscano il diritto alla cura per tutti gli animali, indipendentemente dalle condizioni economiche delle persone con cui vivono. È una scelta di giustizia sociale e di responsabilità collettiva».
“In Italia, sono state presentate proposte di legge bipartisan per la riduzione dell’IVA anche sulle spese veterinarie, così come per garantire cure veterinarie gratuite a cani e gatti che vivono con persone socialmente fragili, a conferma del consenso trasversale. È quindi urgente avviare l’iter parlamentare di queste proposte di legge e giungere a una rapida approvazione. La politica ha il dovere di assicurare a tutte le famiglie cure adeguate per i propri animali, promuovendo equità, inclusione e giustizia sociale” - ha dichiarato Ilaria Innocenti Responsabile Ufficio rapporti istituzionali LAV.

Il contesto economico- La pet economy in Italia rappresenta un settore rilevante: contribuisce per circa lo 0,4% al PIL nazionale e sostiene circa 96.000 posti di lavoro. In Italia, la spesa per beni e servizi legati alla cura di cani e gatti si avvicina ai 7 miliardi di euro l’anno, con un costo medio di oltre 600 euro annui per animale considerando alimentazione e cure sanitarie. In questo contesto, il peso economico della cura degli animali sta producendo effetti concreti: il 23% delle persone rinuncia ad accogliere un nuovo animale per timore dei costi e il 10% ha dovuto separarsi dal proprio cane o gatto per ragioni economiche (Eurispes – Rapporto Italia 2025).

I dati Assalco Zoomark- In Italia la convivenza con cani e gatti è ormai una realtà diffusa: circa il 40% delle famiglie vive con almeno un animale familiare, e la relazione con questi animali rappresenta sempre più un legame affettivo profondo con effetti positivi documentati sul benessere psicologico e sulla salute delle persone. Vivere con un animale può contribuire, ad esempio, a ridurre del 15% il ricorso alle visite mediche negli anziani, con un risparmio stimato per il Servizio Sanitario Nazionale di circa 4 miliardi di euro l’anno.

Nella foto: Gianluca Felicetti (Presidente LAV), F. De Novellis, A. Ferrari e C.Peiti

STUDIO_LAV_REF_LA_CONVIVENZA_CON_CANI_E_GATTI.pdf10.21 MB