Lunedì, 20 Maggio 2013
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SPERIMENTAZIONE
LABMOUSEIl Presidente SIVAL Massenzio Fornasier partecipa oggi alla conferenza stampa che riunisce i direttori scientifici di cinque istituti di ricerca. Si tengano presente anche i diritti dei malati.
Intervengono: Ferdinando Cornelio, Direttore Scientifico Fondazione Istituto Neurologico 'Carlo Besta', Silvio Garattini, Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche 'Mario Negri', Pier Mannuccio Mannucci, Direttore Scientifico Fondazione Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Pier Giuseppe Pelicci, Co-Direttore Scientifico Istituto Europeo di Oncologia, Marco Pierotti Direttore Scientifico Fondazione Istituto Nazionale Tumori.

Mentre è vivo il dibattito in Italia sulla sperimentazione scientifica, ricercatori, medici e veterinari richiamano l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica a considerare sotto una luce più equilibrata la discussione in atto per il recepimento della Direttiva Europea 63/2010, senza trascurare le ragioni della libertà di ricerca e dei diritti dei malati.

La sperimentazione clinica è la tappa successiva agli studi sulle cellule e negli animali per stabilire gli effetti benefici e tossici non solo dei farmaci ma anche dei dispositivi medici (pace-maker, defibrillatori, organi artificiali, stent, ecc.) e dei componenti nutrizionali. Questo è il percorso che garantisce al paziente di ricevere un trattamento il più possibile sicuro che non sia causa di ulteriore peggioramento delle sue condizioni. Ma dalla sperimentazione clinica è spesso necessario ritornare a quella animale per ottimizzare i trattamenti. Tutte le sostanze antitumorali sono state studiate nel topo. Ma dopo i primi studi clinici, può esser necessario ritornare nel topo per stabilire, ad esempio, quali siano le migliori associazioni tra i farmaci disponibili.

E' di queste ore l'ennesimo studio riportato dalla letteratura scientifica internazionale sull'identificazione di un nuovo marker per i carcinomi polmonari a seguito di studi sui topi, grazie ad un gruppo di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche (Ieos-Cnr) di Napoli. Il lavoro e' pubblicato sulla rivista The Journal of Clinical Investigation. La letteratura medica pubblica ogni giorno - senza alcun risalto mediatico- le conquiste della ricerca antitumorale, come su altre gravi patologie ancora senza adeguate risposte di cura.

Oggi più del 95% degli esperimenti viene eseguito in topi e ratti. E' l'impiego degli animali si è ridotto in questi ultimi decenni per merito degli sviluppi tecnologici che permettono di seguire con metodi non invasivi l'andamento di una malattia e l'efficacia delle terapie. Oggi grazie alle tecniche di ingegneria genetica si possono ottenere nel topo modelli di malattie umane su cui studiare l'effetto dei farmaci, una tappa necessaria prima della sperimentazione clinica nell'uomo.

Ma il ricorso a modelli alternativi agli animali non è sempre possibile, come affermano l'Istituto Superiore di Sanità e  il Centro di Referenza per i metodi alternativi presso l'Izsler di Brescia.

Di qui l'impegno a ridurre al minimo la sofferenza animale, l'Italia è uno dei Paesi più avanzati da questo punto di vista. La legislazione italiana, tra le più severe del mondo, prevede che debbano essere adottate tutte le precauzioni affinchè sia evitata qualsiasi sofferenza agli animali che entrano in sperimentazione. Valga la considerazione che un animale che soffre è fonte di risultati non attendibili: quindi è nell'interesse del ricercatore stesso studiare animali in condizioni ottimali.

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