Sabato, Aprile 25, 2015
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SPERIMENTAZIONE ANIMALE
ricercatoreGli scienziati dell'Accademia dei Lincei, "assieme con tutta la comunità scientifica nazionale", temono che la Direttiva sulla sperimentazione animale possa subire cambiamenti "non dettati da criteri culturali e scientifici, ma da preoccupazioni politiche o populiste". I timori al centro di un documento inviato ai presidenti di Senato e Camera, al presidente del Consiglio, ai ministri della Sanità e  dell'Università.
Il documento chiede l'approvazione senza modifiche della Direttiva europea 63/2010.

"Questa Direttiva - sottolinea una mozione approvata in Accademia - e' stata studiata a lungo e discussa in molte sedi istituzionali internazionali, compresa l'Italia. Il suo testo finale prevede una sperimentazione pienamente compatibile con il rispetto per gli animali. La direttiva europea deve quindi essere recepita dall'Italia senza appesantimenti e restrizioni come gia' avvenuto in altri Paesi della Comunita'".
"Modifiche relative alla proibizione di specifiche ricerche, all'insufficiente definizione del dolore, alla limitazione degli allevamenti, che sono state inserite nel testo approvato dal Senato - aggiungono gli accademici - indurrebbero infatti gravi danni alla ricerca, limiterebbero molto la liberta' di ricerca, interferirebbero con il progresso della medicina nel nostro Paese e limiterebbero lo sviluppo della nostra industria biotecnologica e farmacologica, gia' molto meno sviluppata rispetto agli altri Paesi europei".

"Lo sviluppo delle conoscenze a livello cellulare modellistico, anche se ha condotto a risultati significativi, non potra' mai eliminare l'impiego della sperimentazione sugli animali", si legge nella mozione degli scienziati dell'Accademia dei Lincei esperti nelle scienze biologiche e biomediche. "Infatti, tutti i risultati ottenuti in vitro devono necessariamente essere verificati ed ampliati a livello animale prima di poter essere continuati a livello di ricerca sull'uomo. L'uso degli animali e' indispensabile anche per gli studi di tossicologia finalizzati a prevenire il rischio di intossicazioni causate da farmaci insufficientemente caratterizzati prima dell'introduzione in terapia".

"Queste conclusioni non sono sostenute soltanto dall'industria farmaceutica, come spesso si pretende da parte degli animalisti. Esse sono il risultato di centinaia di migliaia di studi pubblicati a livello internazionale sulle piu' quotate riviste scientifiche, sostenuti da finanziamenti pubblici e di fondazioni non profit, sia inAmerica che in tutti i paesi europei".

"In tutti i casi, comunque, la sperimentazione animale viene condotta gia' da molti anni nel rispetto di rigide regole che escludono ogni tipo di tortura: ogni programma di ricerca deve essere approvato da un comitato altamente qualificato a livello non solo scientifico ma anche morale; tutto il lavoro con animali avviene sotto il controllo di un veterinario incaricato dal Ministero della Sanita'; gli stabulari vengono controllati sistematicamente da ispettori dell'Azienda sanitaria locale. Inoltre i ricercatori hanno costituito una Societa' internazionale, la International Basel Declaration Society, che fornisce informazioni e interviene in caso di segnalazioni di scorrettezze.

E' quindi praticamente impossibile che gli eventi denunciati dagli animalisti possano essere realmente avvenuti nel nostro Paese". (Adnkronos)

Il testo di legge all'esame della Camera dei Deputati

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Prof.veterinaria