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I diritti degli animali che la legge 20 è riuscita a far valere

20-12-2007 12:02

(dal quotidiano Libero del 20 Dicembre 2007) Come scrive nella sua breve ma preziosa prefazione Maurizio Santoloci, magistrato di Cassazione e Direttore dell’Ufficio Legale della Lav, «La legge 20 luglio 2004, n.180, costituisce senz'altro uno strumento in più per la tutela devi animali dalle più barbare o crudeli forme di maltrattamento o di sfruttamento perché raggiunge l'importante traguardo di sanzionare tali condotte come "delitti" (la forma di reato più grave) invece che, come nel diritto previgente, quali semplici contravvenzioni».
L'avvocato Giovanni Adamo, cultore della materia di diritto civile all'ateneo di Bologna e noto da tempo perla sua sensibilità e il suo fattivo apporto nei confronti della tutela dei diritti animali, ha dato alle stampe un interessante libro nel quale esamina ciascun singolo articolo della legge citata per poi approfondire più compiutamente le osservazioni esposte e trasformarle in argomentazione "giuridica". Questa legge, perfettibile, ma sicuramente innovativa, ricorda Adamo, introduce nuovi articoli del codice penale che, assieme ad altre modifiche, vanno a sostituire il vecchio art 727 e costituiscono il nuovo Titolo lX bis, rubricato con la ormai famosa dizione "Dei delitti contro il sentimento degli animali" che, perla prima volta, rappresenta in modo certo il particolare legame esistente tra uomo e animale stabilendo che non è possibile ignorare l'affetto e appunto il "sentimento" di cui gli uomini sono obbligati a tenere conto nei loro rapporti con gli animali. Seppure in forma mediata o riflessa, un primo riconoscimento degli animali come esseri "senzienti” e meritevoli dell'umana pietas. L'autore, oltre a passare in rassegna il dettaglio legislativo, si spinge alla valorizzazione del ruolo dell'Associazionismo in materia animalista nella tutela degli interessi "diffusi". Questo potrebbe consentire alle Associazioni, nel caso di comportamento altamente lesivi per i diritti animali, di superare il "monopolio" del pubblico ministero utilizzando lo strumento della censura direttamente di fronte al Giudice Civile, come argomenta Santoloci.
Scrive Gianluca Felicetti, presidente della Lav, che è per il lavoro appassionato e competente di persone come Giovanni Adamo che i diritti animali trovano sempre maggiore udienza nelle Aule di Giustizia. «Questo lavoro di Giovanni Adamo" conclude Felicetti "è davvero concretamente utile per tutto l'associazionismo che vuol farsi valere». (Giovanni Adamo. Maltrattamento di animali. Edizioni CieRre pgg. 117,13 giuro)
OSCAR GRAZIOLI

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